Breast Unit dell’Ausl: primo intervento mini-invasivo endoscopico in una paziente oncologica
Da una piccola incisione tumore rimosso e seno ricostruito da un team multidisciplinare
a sin. Tania Ingratta (Coordinatrice infermieristica), Luigi Guagliardi, Luciana Rocca, Tobia Bellodi, Antonio Spaggiari, Antonella Macolino, Marco Golinelli, Francesco Salvato, Pasquale Finelli (strumentista), Suela Osmenaj
Alla Breast Unit dell’Azienda USL l’équipe ha utilizzato una metodica innovativa che combina chirurgia oncologica e chirurgia plastica ricostruttiva per una 46enne affetta da neoplasia mammaria. Ogni anno sul territorio nord modenese prese in carico 200 nuove neoplasie, con un tasso di recidiva a dieci anni tra i più bassi di Europa
È stato eseguito a Carpi nei giorni scorsi, su una donna di 46 anni affetta da neoplasia mammaria, un innovativo intervento di mastectomia con approccio mininvasivo endoscopico che ha consentito – con un’incisione di soli 4 centimetri e in un’unica seduta – sia l’asportazione della ghiandola mammaria sede del tumore sia la ricostruzione del seno. A eseguirlo, l’équipe multidisciplinare della Breast Unit Ausl in cui i professionisti dell’Unità Operativa di Chirurgia Senologica dell’Azienda collaborano con la Struttura Complessa di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva del Policlinico di Modena. La sinergia tra chirurghi, oncologi e specialisti della ricostruzione, infatti, consente non solo di trattare efficacemente la patologia, ma anche di prendersi cura della qualità di vita delle pazienti del territorio afferente al sistema nord modenese. In particolare, la possibilità di eseguire una ricostruzione immediata del seno riveste un ruolo fondamentale anche sotto il profilo psicologico, soprattutto per donne in età relativamente giovane, contribuendo a preservare l’immagine corporea e il benessere emotivo.
L’intervento è stato eseguito dal dottor Marco Golinelli, specialista in Chirurgia oncologica, e dal dottor Antonio Spaggiari dell’Unità operativa di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva dell’AOU di Modena, coadiuvati dalla dottoressa Valentina Giampaoli (Anestesista) e dallo staff infermieristico di sala. Un esempio concreto dell’approccio multidisciplinare che caratterizza le Breast Unit nella nostra Regione, in cui diverse professionalità collaborano per garantire alle pazienti il miglior percorso di cura possibile.
“È fondamentale poter disporre di un ventaglio ampio e articolato di opzioni chirurgiche – sottolinea il dottor Golinelli – perché ogni paziente presenta caratteristiche cliniche e personali diverse. Tecniche innovative come questa ci consentono, in casi selezionati, di offrire soluzioni sempre più personalizzate, coniugando efficacia oncologica e qualità estetica del risultato”.
L’intervento ha consentito di conservare il complesso areola-capezzolo e di posizionare una protesi ricoperta da una membrana acellulare direttamente sopra il muscolo pettorale, grazie all’ausilio della tecnologia video-endoscopica. Si tratta di una metodica altamente innovativa, applicabile in casi selezionati secondo criteri specifici, per la quale gli specialisti del Ramazzini hanno seguito un percorso di formazione dedicato a Torino. Il decorso post-operatorio è stato regolare e la paziente è stata dimessa in seconda giornata in buone condizioni.
L’attività della Breast Unit
La rete regionale per la cura del tumore al seno comprende dodici Centri di Senologia, detti anche Breast Unit, in cui viene offerta diagnosi precoce, cure innovative e sostegno grazie a strutture all’avanguardia e ad equipe multidisciplinari altamente specializzate. In questa rete si inseriscono i due punti presenti in provincia di Modena, uno presso il Policlinico di Modena e uno presso l’Ospedale Ramazzini di Carpi, a garanzia della maggiore equità d’accesso e capillarità di intervento sull’intero territorio provinciale.
In questo contesto la Breast Unit Ausl, dove è stato effettuato l’intervento citato, registra ogni anno circa 200 nuove diagnosi di neoplasia mammaria. Di queste, il 78,8% viene trattato con approccio conservativo. I risultati a lungo termine evidenziano un tasso di recidiva tra i più bassi in Europa: nel periodo 2015–2024, su 1.958 pazienti, il tasso di recidiva si attesta al 3,5%.




