Gaza, la verità nel sangue
La testimonianza di Safwat Kahlout, reporter palestinese di Al Jazeera: “Senza internet né luce, siamo un esercito di informatori”
di Maria Silvia Cabri
“Mi chiamo Safwat Kahlout, e sono un giornalista. Un giornalista palestinese di Gaza”. Si è presentato così, con queste parole essenziali, Safwat Kahlout, quando lo abbiamo incontrato venerdì mattina, 10 aprile, in un parco tranquillo di Carpi; poco distante da noi la sua adorata moglie lo guardava sorridendo, scattando qualche fotografia. Nelle parole “essenziali” con cui Safwat si è presentato c’era in realtà tutta la profondità e, al tempo stesso, la drammaticità della sua esistenza: un giornalista palestinese che ha raccontato la guerra da Gaza. Nel suo Paese ha lavorato a lungo per alcune delle principali testate internazionali – tra cui New York Times, Guardian, Bbc, Rai, Ansa – e nel 2010 è entrato nella redazione di Al Jazeera a Gaza seguendo tutti i conflitti che si sono susseguiti nella Striscia da allora. Nell’aprile del 2024, a causa dell’aggravarsi del conflitto, Safwat è riuscito a lasciare Gaza attraverso il valico di Rafah insieme alla moglie e ai sette figli, per mettere in salvo la sua famiglia. Ora, però, ha chiesto di potere tornare là.




