Lutto.
Attualità, Carpi, Chiesa
Pubblicato il Aprile 21, 2026

Lutto. Castellucci: “Caro don Alberto, hai moltiplicato i tuoi talenti”

Grande partecipazione e commozione alle esequie di don Alberto Bigarelli nella Cattedrale di Carpi

 

Tantissimi i fedeli che hanno gremito la Cattedrale di Carpi nel pomeriggio di martedì 21 aprile per le esequie di don Alberto Bigarelli. A presiedere la celebrazione eucaristica monsignor Enrico Solmi, vescovo di Parma, in quanto monsignor Erio Castellucci è stato impedito di raggiungere Carpi per un blocco sulla statale Romana per un incidente. Numerosi i concelebranti, fra cui don Luca, fratello di don Bigarelli, e sacerdoti diocesani giunti da fuori Diocesi. Presenti i fratelli, la sorella, i nipoti e i famigliari tutti, parrocchiani di San Bernardino Realino e di Fossa, comunità che don Alberto ha guidato nel suo ministero, il gruppo Piccolo Gregge della Divina Misericordia di Fontana di Rubiera, di cui il sacerdote carpigiano è stato assistente spirituale, e tutte le varie appartenenze della Chiesa carpigiana. Molto commosso, il vicario generale, monsignor Gildo Manicardi, ha tracciato il profilo umano e spirituale di don Bigarelli. I canti sono stati eseguiti dal gruppo che era solito animare le Messe di consolazione che don Bigarelli celebrava in San Bernardino Realino. Monsignor Solmi ha dato lettura dell’omelia di monsignor Castellucci, ispirata al brano evangelico dei talenti (Mt 25,14-30).

 

Omelia del vescovo Erio Castellucci

Caro don Alberto, il Vangelo dei talenti, che è stato scelto per accompagnarti all’incontro con il Padre, ha risvegliato un sospetto che avevo da tempo e, in un certo senso, ha dato le parole a questo sospetto; che è questo: tu sei rappresentato da quel servo che ha ricevuto in dono i cinque talenti e li ha raddoppiati. In realtà penso che fossero ancora più di cinque, ma mi fermo alle cifre evangeliche, per non esagerare. Anzi, so che quello che sto per dire già ti sembrerà esagerato.

Il primo talento è la tua creatività, la capacità di sognare – dote rilanciata da papa Francesco, di cui oggi ricordiamo il primo anniversario della morte – e di guardare la realtà e le persone da un’ottica originale, profetica e profonda. Il diploma giovanile che hai conseguito all’Accademia di Belle Arti è una spia della tua personalità: non è solo la consacrazione del tuo talento artistico, ma è l’espressione del tuo talento creativo, che ha arricchito tante persone, anche al di fuori della cerchia di chi vive e pratica la fede.

Il secondo talento è la tua competenza educativa. Anche qui spunta una spia giovanile: la laurea in pedagogia. Il pedagogista, e ancora di più il pedagogo, ha una dote speciale, che è la pazienza di accompagnare; non ha la fretta di condurre subito alla meta, ma ha la cura di educare alla passione del cammino. Non sei stato bruciato, nel tuo molteplice ministero, dall’ansia di portare le persone subito al traguardo; sei stato invece animato dalla pazienza dell’attesa: nel profondo rispetto dei tempi degli altri.

Il terzo talento è il dono dello studio accademico della Sacra Scrittura che, attraverso una pluriennale permanenza a Gerusalemme, ti ha portato a maturare e mantenere una cultura biblica di prim’ordine; e la cosa più bella è che il dono ricevuto è diventato anche dono elargito a tanti altri: parrocchiani del Corpus Domini, di Fossa di Concordia e di San Bernardino; studenti della scuola diocesana di teologia e tantissimi amici del Centro di Informazione Biblica di Carpi, oltre che le numerose persone, di ogni età e condizione, che hai seguito nell’accompagnamento spirituale.

E siamo così al quarto talento: la tua sensibilità pastorale, che ti ha portato in età già adulta – esattamente quarant’anni fa, il 20 aprile 1986 – a ricevere l’ordinazione presbiterale per la nostra diocesi. Ti eri inserito da giovane nella Comunità del Duomo, guidata da don Lino Galavotti e, una volta divenuto presbitero, i tuoi talenti artistici, pedagogici e biblici, hanno reso ancora più fecondo il tuo ministero, che negli ultimi anni ti ha portato a contatto con le sofferenze più intime di tante persone, fino all’esercizio del delicato e complesso servizio di guarigione interiore, anche attraverso gli esorcismi, presso la Chiesa dell’Adorazione.

Per il quinto talento ho solo l’imbarazzo della scelta: mitezza, propensione al dialogo, generosità umiltà… preferisco riassumere tutto nella parola “bontà”. Questo ultimo periodo della tua esistenza terrena, che avresti potuto legittimamente intendere come periodo pensionistico – anche a motivo delle crescenti difficoltà fisiche – ha dato ancora più ossigeno alla tua indole buona. Non amavi polemiche o chiacchiere inutili, non prendevi parte, se non lo stretto necessario, alle contese che spesso fanno perdere tempo ed energie ed eri quasi defilato; e non solo per la fragilità della salute, ma anche per una convinzione intima: che la vita deve essere spesa per testimoniare il Vangelo e non per giudicare e attaccare il prossimo.

Infine – più che un sesto dono (non vorrei eccedere rispetto alla contabilità di Gesù) – c’è una dote di fondo, che ha guidato tutta la tua vita: la fede. Non dimentichiamo che i talenti non sono il riconoscimento di ricchezze che già possiedono i servi, ma sono regali che, nella parabola, il padrone affida ai servi. Senza l’iniziativa del padrone, i servi non avrebbero ricevuto i talenti. Tu non hai mai dimenticato che tutto è dono e sei stato sempre riconoscente. Anche per questo, a nostra volta, siamo grati al Signore per i doni che ti ha consegnato, e anche a te, perché li hai moltiplicati. Che il Signore ti abbracci con l’affetto che solo lui sa esprimere e ti accolga nella sua dimora di luce.

+ Erio Castellucci

 

Profilo biografico di don Alberto Bigarelli letto da monsignor Gildo Manicardi

Don Alberto Bigarelli nasce a Carpi il 7 agosto 1947 da Nino e Maria Catellani, sorella di Mons. Renzo Catellani. Primo dei nove fratelli viventi, viene battezzato in Cattedrale il 15 agosto successivo dal canonico Bruno Menotti. Dopo le scuole medie passa all’istituto d’Arte modenese “Venturi” dove si diploma nel 1971 con eccellenza. Alberto che frequenta la parrocchia della cattedrale, viene coinvolto nell’esperienza della Comunità del Duomo che, pur se non priva di ingenuità, è stata una delle più interessanti esperienze carpigiane delle cosiddette comunità di base. Fiorita con il cappellano don Lino Galavotti nella «Cantina», apre ai giovani e ragazze carpigiani iniziative e attività incentrate sulla lettura esistenziale della bibbia, portata rigorosamente sempre sotto braccio. In questa realtà, a forte impianto laicale – Alberto ne era uno dei leaders laici – sono cresciuti molti uomini e donne ancora oggi attivi nella vita ecclesiale e civile della città. Nel 1976 Alberto si laurea in pedagogia a Bologna continuando a lavorare come dipendente del Comune di Carpi nel settore dell’edilizia pubblica.

Un impatto straordinario aveva avuto nel 1974 l’incontro con un pittore svizzero di origine ebraica, giunto a Carpi per lanciare il Cammino neocatecumenale e rimasto in città alcuni mesi. Alberto non aderì mai al Cammino in sé, ma rimase innamorato della cultura biblica ebraica, patristica di questo ambiente. Fu colpito anche, in parte, dall’impianto scientifico degli studi storico-critici e volle trascorrere un semestre in Germania (a Passau) per disporre della lingua tedesca ritenuta allora la lingua principe per accedere agli studi biblici contemporanei.

Nel 1979 si licenzia dall’impiego per partire per Gerusalemme, sostenuto dalle strutture della comunità di Don Giuseppe Dossetti in Israele: per quasi due anni si dedica a studi biblici, ebraici, aramaici, rabbinici e patristici. Rientrato a Carpi nel 1981 e chiede di entrare in seminario immaginando di sorprendere mezzo mondo, anche se forse fu solo meno di un terzo a meravigliarsi di quest’annuncio. Completa gli studi filosofici e teologici nello studio teologico di Reggio Emilia e viene ordinato sacerdote da Monsignor Alessandro Maggiolini nella domenica del Buon Pastore (20 aprile 1986). L’anno seguente sarà ordinato prete anche suo fratello don Luca di undici anni più giovane. Dal 1984 al 2022 è Direttore responsabile del trimestrale “Sussidi Biblici” delle Edizioni San Lorenzo, pubblicando anche diversi suoi lavori di esegesi. L’8 dicembre 1986, aiutato da altri amici carpigiani, fonda il C.I.B. Centro di Informazione Biblica, che darà inizio a una serie di incontri seguitissimi ancora oggi, dove sono passati come relatori i più solidi biblisti italiani. In questi giorni avevamo programmato di celebrare in un’unica festa i 40 anni di presbiterato di Don Alento e i 40 anni del C.I.B. (Don Alberto la festa è solo rimandata e sappiamo che si può partecipare anche dal cielo!).

Don Alberto inizia il ministero sacerdotale nella parrocchia del Corpus Domini in Carpi come cappellano di don Carlo Bulgarelli. Segue i giovani, l’ACR e altre realtà della parrocchia. Intanto riprende gli studi presso lo Studio Teologico Accademico Bolognese dove, nel giugno 1989, consegue la Licenza in Teologia dell’Evangelizzazione. Si impegna come insegnante, soprattutto di Antico Testamento, presso la Scuola Diocesana di Formazione Teologica San Bernardino Realino. Partecipa intensamente a gruppi di Preghiera del Rinnovamento nello Spirito. Nel 1992 accetta la nomina a parroco di Fossa di Concordia, dove succede a Don Callisto Cazzuoli, accolto benevolmente in questa prima esperienza parrocchiale dal precedente parroco don Antonio Siena. Il loro stile di una reciproca comunione presbiterale e ministeriale portò grande vantaggio alla parrocchia. Don Bigarelli inizia a profondere energie coraggiose, cerca collaborazioni per crescere e incentivare la comunità parrocchiale, sempre in ascolto e in pieno spirito di servizio verso il prossimo. Il suo modello è la Chiesa conciliare sperimentata nella comunità della cattedrale, ma anche nelle più antiche esperienze di Azione Cattolica nell’Oratorio maschile cittadino, detto «l’Eden», poi nello stile del Rinnovamento nello Spirito e con una sempre maggiore attenzione alla cura psicologico-spirituale e alla pastorale esorcistica. Nel 1998 pubblica la Traduzione interlineare del Nuovo Testamento per le dizioni San Paolo e così diventa uno straordinario benefattore per migliaia di studenti di teologia non ancora provetti in Greco biblico.

L’esperienza a Fossa, proficua e bella, durò undici anni, fino al passaggio nella parrocchia urbana di san Bernardino Realino (2003), dove resterà sedici anni. Realtà diversa dalla precedente ma altrettanto interessante e stimolante per don Alberto, che anche qui concentra sforzi e impegno a favore della comunità nella consapevolezza di annunciare il Vangelo secondo l’antropologia e l’ecclesiologia del Vaticano II. È ormai nel pieno della sua maturità anche spirituale. La vasta cultura, l’intelligenza curiosa, lo studio ininterrotto insieme ad un carattere per natura mite e accogliente – nonché decisamente autonomo – lo resero uomo della disponibilità, dell’accoglienza, dell’ascolto e del dialogo. Don Alberto ha svolto fino alla fine il delicato compito di esorcista, incarico che ricevette “ad personam” e che lo impegnò notevolmente. Nel 2019 divenne rettore della Chiesa dell’Adorazione in Carpi e negli ultimi anni risiedette presso la canonica di san Bernardino da Siena. Il Signore lo chiama a sé la mattina del 19 aprile 2026, vigilia del 40° anniversario della sua ordinazione presbiterale.

Proprio in quel giorno era finita la stampa di una raccolta di sue 50 «riflessioni brevi», che però arrivano a più di 300 pagine, e che ha intitolata «Germogli». Alberto l’ha introdotta con queste parole: «Germogli ha la pretesa di mettere in comune qualche passo nel cammino di fede guardando alla Scrittura e sapendo che «né chi pianta è qualcosa, né lo è chi irriga, ma è Dio che fa crescere» (1Cor 3,7).  «Germoglio» è uno dei nomi del Messia secondo Geremia (cf. Ger 23,5 e 33,14), ma potrebbe esserlo anche delle esperienze e dell’azione pastorale di don Alberto.

Alberto, amico del Signore e compagno nostro, riposa in pace e canta per sempre la bellezza della Parola del Signore nella liturgia del cielo. Amen.

Mons. Gildo Manicardi

 

 

 

 

Santità, nobili di grandi virtù
Un vescovo, un’abbadessa, la beata Camilla Pio e mons. Sisto Campagnoli
di Giacomo Sforzi 
Pubblicato il 21 Aprile, 2026
Un vescovo, un’abbadessa, la beata Camilla Pio e mons. Sisto Campagnoli
Domenica 26 aprile la decima Corsa dei Leoni
Un'edizione speciale per “regalare un sorriso” ai bambini dell’Ospedale Ramazzini
di Giacomo Sforzi 
Pubblicato il 20 Aprile, 2026
Un'edizione speciale per “regalare un sorriso” ai bambini dell’Ospedale Ramazzini