Oggi il SSN è in buona salute o è un ammalato grave? /3
Etica della vita, rubrica a cura di Gabriele Semprebon
I principi fondamentali del SSN vengono affiancati dai principi organizzativi, basilari per la programmazione sanitaria: centralità della persona, libertà di scelta del luogo di cura, diritto a essere informato sulla malattia, diritto a essere informato sulla terapia e diritto di dare o meno il consenso, diritto del paziente di “essere preso in carico” dal medico o dall’équipe sanitaria durante tutto il percorso terapeutico, diritto alla riservatezza, etc… Per sapere come fare a migliorare questo SSN malato, promuovendo di nuovo questi principi organizzativi, occorre ritornare al passato, all’Etica Nicomachea di Aristotele. In sintesi, l’applicazione dell’Etica Nicomachea alla sanità, implica che l’organizzazione non sia solo efficiente, ma anche “buona”, orientata alla virtù e al benessere integrale della persona. Ritornando alle virtù si deve reimpostare una organizzazione che ha come interesse centrale la persona. Riprendo anche il pensiero di un filosofo contemporaneo, Ivan Illich, il quale, nel suo libro Nemesi medica, del 1991, ricorda che il livello della sanità pubblica corrisponde alla misura in cui i mezzi e la responsabilità di far fronte alla malattia sono distribuiti fra l’intera popolazione.
Ricorda anche che un segno di livello ottimo della sanità è quando si riduce al minimo o occasionalmente l’intervento del medico; questo significa che si è offerta alla popolazione una cultura di salute e benessere ben appresa dal cittadino e, per questo, egli può vivere in equilibrio, sapendo che come è nato, morirà e la fragilità e l’individualità umana fanno parte, inesorabilmente, della vita, quindi, la maggior parte dei problemi vengono affrontati in modo autonomo e sereno dall’uomo perché è stato educato in maniera corretta dalla classe di professionisti della salute. Se in tanti entrano nell’intimità della gestione della salute personale o, addirittura della vita, significa che il soggetto rinuncia alla propria autonomia e questo è il segno del deperimento reale della salute. Ci auguriamo che, davanti a un’analisi e a un abbozzo di piste migliorative, chi può e chi deve, metta mano a una seria riforma di questo servizio sanitario, che sta arrancando, lasciando per strada, purtroppo, diversi cadaveri. (Parte III)




