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Attualità, Carpi, Territorio
Pubblicato il Giugno 9, 2026

Al via i lavori per costruire il nuovo gattile dell’Unione Terre d’Argine

Dureranno circa dieci mesi. La nuova struttura, a servizio dei quattro Comuni sorgerà nei pressi di via Martinelli a Fossoli, in un’area di quasi 4.000 metri quadrati

Lavori per la realizzazione del nuovo gattile

 

Sono iniziati i lavori per la costruzione del nuovo gattile a servizio dei quattro Comuni dell’Unione delle Terre d’Argine. La nuova struttura sorgerà nei pressi di via Martinelli, a Fossoli (all’altezza del civico 65, non lontano dalla struttura attuale), in un’area di 3.928 metri quadrati che ospiterà 11 oasi, otto delle quali dotate di piccoli edifici per il ricovero degli animali, 13 box per le mamme con i cuccioli, venti per i gatti malati che hanno bisogno di essere isolati oltre a un edificio per l’accettazione, l’accoglienza e l’adozione e un altro per i locali tecnici e di servizio.

La costruzione del nuovo gattile intercomunale è improntata a criteri che tengono nella massima considerazione il benessere degli animali ospitati, la fruibilità e la facilità di manutenzione dei locali, la sostenibilità ambientale e l’economicità di gestione della struttura.

L’appalto è stato aggiudicato alla società cooperativa modenese Cme-Consorzio imprenditori edili per un importo di circa 738 mila euro. Le risorse provengono da due donazioni provenienti dalla Fondazione Virginia Lorenzini e per la parte restante da un contributo della Regione Emilia Romagna e da fondi propri dell’Unione. I lavori hanno una durata prevista di circa dieci mesi.

Al nuovo gattile si arriverà da via Martinelli, attraverso una strada di un centinaio di metri che sarà mantenuta sterrata, così come il parcheggio. All’ingresso della struttura si troverà l’edificio principale per l’accoglienza e l’accettazione degli animali rinunciati o ritrovati (per legge, i gattili possono ospitare solo gatti con abitudini domestiche accertate rinunciati dai proprietari, gatti liberi trovati in condizioni sanitarie precarie, gatti catturati per essere sterilizzati, cucciolate in attesa di adozione), dotato di infermeria. L’altro edificio, collocato nella parte est, ospiterà cucina, spogliatoi e servizi per gli addetti, locali per il deposito di alimenti e coperte e per il deposito e lo smaltimento degli avanzi e dei rifiuti, locali per la pulizia e il lavaggio di materiali e attrezzature.

I gatti saranno ospitati in 11 oasi feline, di dimensioni variabili tra i 40 e i 400 metri quadrati e recintate, otto delle quali hanno all’interno un edificio per il ricovero degli animali (fino a 240), liberi di stare all’aperto o di ripararsi all’interno. Sono previsti anche venti locali dove isolare i gatti portatori di malattie infettive, dotati di un box metallico interno e di uno esterno, sezionabile a discrezione degli operatori in base alle condizioni di salute degli animali, e 13 box per le mamme con i cuccioli, costruiti nello stesso modo.

Tutti gli edifici saranno caratterizzati da una forma semplice, progettati con tipologia costruttiva a secco per garantire la massima flessibilità sia per quanto riguarda possibili variazioni di utilizzo, in risposta a esigenze diverse, sia per la manutenzione. I locali saranno adeguatamente illuminati e con aerazione idonea, riscaldati e coibentati per garantire il benessere degli ospiti. Per migliorare l’efficienza energetica, la struttura sarà dotata di un impianto fotovoltaico della potenza di circa 10Kw che sarà collocato sulla copertura del fabbricato di servizio. La scelta dei materiali e delle soluzioni costruttive è stata improntata a criteri di sostenibilità ed economicità per rispondere all’esigenza di minimizzare l’impatto ambientale e per consentire la completa reversibilità dell’intervento. L’impermeabilizzazione del terreno è stata ridotta ai minimi termini, mantenendola solo nelle zone perimetrali degli edifici come percorso pedonale per consentire l’accesso in condizioni di sicurezza. Per quanto riguarda la dotazione verde, l’intento è salvare tutti gli alberi attualmente presenti nell’area e di aggiungerne altri, scelti tra essenze autoctone.

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