Alla scuola di maestri-testimoni. Terra nostra di pace e giustizia
di Luigi Lamma
Bernardino, quello di Siena, il predicatore, Odoardo l’assicuratore- giornalista, Bernardino, quello di Carpi, detto Realino, avvocato. C’è qualcosa che intriga nella sequenza del martirologio romano che riguarda da vicino la Chiesa carpigiana. Il primo celebrato con la solennità dovuta al Patrono della Città e Diocesi, del secondo si è fatto memoria con l’affetto che si deve al “santo della porta accanto”, per il terzo la festa è attesa ai primi di luglio e sarà l’occasione per una riscoperta. In più, nei prossimi giorni, per iniziativa di Azione Cattolica e Comunione e Liberazione, verrà proposta una mostra dedicata a Pier Giorgio Frassati, un santo giovane, “apostolo dei poveri”. Non si tratta certo di riprodurre agiografie edulcorate o semplicemente attualizzate. Ripartire dai testimoni è parte dei fondamentali della pedagogia cristiana, come insegna la ben nota affermazione “l’uomo contemporaneo ascolta più volentieri i testimoni che i maestri, o se ascolta i maestri lo fa perché sono testimoni” (EN 1974), che da Paolo VI in poi è stata più volte ripresa e commentata da tutti i suoi successori.
Come si è cercato di trasmettere in queste ultime settimane attraverso varie occasioni di incontro e di approfondimento, a collegare queste figure ci sono temi urgentissimi, che scaturiscono direttamente dal Vangelo e sono alla base dalla dottrina sociale della chiesa: pace e giustizia. A nessuno sfugge come si tratti delle due facce di una stessa medaglia e la rottura dell’armonia tra esse provoca squilibri che rapidamente degenerano in situazioni di violenza e di contrapposizione nelle città, fino a giustificare guerre civili e conflitti tra le nazioni. Il messaggio di pace e giustizia incarnato e vissuto da quei testimoni, in un caso fino al martirio, si è innestato nei principi delle costituzioni e nelle dichiarazioni universali della società delle nazioni ma nello stesso tempo, come purtroppo la storia e la cronaca insegnano, serve a ben poco se non rappresenta un monito e un faro per l’agire quotidiano. Quindi ad imparare pace e giustizia alla scuola dei santi sono tutti invitati e chiamati alla responsabilità, credenti e non credenti, cristiani e non cristiani, singoli cittadini, chi amministra e chi governa.




