Intervista ad Aurora Vannucci
Culturalmente

Pubblicato il

15 Giugno 2026

Intervista ad Aurora Vannucci

CulturalMente, rubrica a cura di Francesco Natale

Aurora Vannucci, protagonista di questo nuovo appuntamento di CulturalMente, è giovanissima. Nata nel 2005 ha già all’attivo numerose pubblicazioni. La sua bravura è confermata anche da un’onorificenza. Vannucci, infatti, è Alfiere della Repubblica per meriti letterari.

Il suo ultimo romanzo, “Aiuto, sono diventata la mia prof !” (ed. Rizzoli, 2026), è destinato ad un pubblico molto giovane e parla di una studentessa, Alice, che si ritrova improvvisamente nel corpo della detestata prof. Malentini.

“Aiuto, sono diventata la mia prof !” è un romanzo che con un po’ di ironia comunica al lettore l’importanza di mettersi nei panni dell’altro. Quanto è difficile immedesimarsi in un’altra persona?

Tantissimo, specialmente in un mondo in cui tutti vogliono essere ascoltati ma nessuno vuole prendersi il tempo di ascoltare l’altro. Attraverso il mio libro, vorrei che si capisse proprio questo: l’importanza della comunicazione, di provare a vedere il mondo da una prospettiva impensabile. Non esiste una verità univoca, tutto può essere messo in discussione, anche l’idea che ci siamo fatti degli altri e di noi stessi. Proprio questo è quello che succede ad Alice e alla professoressa Malentini.

Il libro ha come sfondo la scuola. Che ne pensi del sistema scolastico italiano di oggi? Si potrebbe migliorare qualcosa?

Questa è la stessa domanda che faccio ai ragazzini quando presento il mio libro nelle scuole. La loro risposta è unanime: vogliamo entrare in classe più tardi! Da dormigliona, non posso che essere d’accordo! Come evidenziato nel libro, penso che servirebbe principalmente una maggiore comunicazione fra alunni e docenti. Soprattutto, dev’essere data agli allievi una maggiore libertà di osare e di potere esprimere il loro parere senza terrore. Compiti e verifiche non dovrebbero focalizzarsi sulla memorizzazione dell’argomento, quanto sulla capacità di riflettere attorno a esso per sviluppare un pensiero critico.

Quanto è contata la tua esperienza scolastica per la stesura del volume?

Tantissimo. Durante la mia carriera scolastica, mi è capitato di pensare di ricevere delle ingiustizie da alcuni insegnanti frustrati, per poi in realtà rendermi conto che gli stessi le subivano da qualcun altro. La mia generazione è anche quella che ha vissuto fra i banchi l’emergenza Covid, che ha portato a galla diverse lacune del sistema. Ma, se non ci fossero state queste criticità, non ci sarebbe mai stato neanche il libro.

Il libro trae spunto da un tema della protagonista, Alice, che, secondo la professoressa Malentini, è fuori traccia. I giovani nella vita quotidiana dovrebbero andare più spesso fuori traccia, fuori dagli schemi?

È difficile andare fuori dagli schemi se fin da bambino ti vengono proposti. La stessa scuola obbliga a uniformarsi: ho avuto insegnanti che costringevano tutti allo stesso metodo di apprendimento, senza tenere conto delle esigenze del singolo. Senza contare la vita scolastica: se non sei come i tuoi compagni, vieni escluso. Andare fuori dagli schemi dev’essere una scelta consapevole, perché può portare all’isolamento o all’incomprensione.

Sei giovanissima e hai già diverse pubblicazioni. Per te scrivere, oltre ad essere una passione, è anche un’esigenza?

Ho scritto questo libro poco dopo avere ottenuto il diploma, quindi si può definire come un passaggio catartico dalla scuola di ogni ordine e grado all’università, la necessità di racchiudere 13 anni di vita in un singolo libro. Scrivo per dare ai ragazzini di oggi le storie che non ho avuto io alla loro età, ma che avevo l’esigenza di leggere: alcuni ragazzini sono tenuti sotto una campana di vetro e sfruttano contenuti per bambini, altri (la maggioranza) hanno già accesso a contenuti adulti nonostante non abbiano il senso critico per comprenderli. Vorrei che un dodicenne non si riconosca né come adulto né come bambino, ma come ragazzino, una categoria che ha delle esigenze specifiche: attraverso il mio libro, spero che questo riconoscimento sia possibile.

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