Giocare
Etica della vita
Pubblicato il Giugno 19, 2026

Giocare d’anticipo sul DNA

Etica della vita, una rubrica a cura di Gabriele Semprebon

È già da molto tempo che si parla di una evoluzione della medicina, verso un tipo di scienza che sarà sempre più basata sullo studio della genetica, non solo per correggere i difetti “alla partenza” ma anche per personalizzare i trattamenti. Una notizia di questi giorni, non ancora presentata all’esame della comunità scientifica, ha suscitato un certo scalpore, anche se già si era operato in questo campo. Questo annuncio ha divulgato gli estremi di un intervento che ha modificato in maniera precisissima i geni di embrioni umani nei primissimi stadi del loro sviluppo, al fine di correggerne i difetti. Questo approccio è estremamente lusinghiero e, nel tempo e nei modi richiesti, ci si augura di poterlo applicare ed estendere a tutti gli esseri umani, quanto prima.

L’esperimento riportato dal New York Times descrive la modifica del DNA, operata con altissima precisione dai ricercatori, in embrioni latori di mutazioni, determinanti, nel tempo, malattie importanti (ovviamente, questa correzione è pensata e attuata per non avere conseguenze genotossiche). La prospettiva di poter modificare geneticamente il DNA con una grandissima precisione, una volta perfezionata la tecnica ed eliminati i possibili rischi, darebbe l’opportunità di correggere con sicurezza mutazioni responsabili di malattie già in utero. Dal punto di vista della riflessione etica è chiaro che, assodato un vantaggio dei benefici sui rischi, questa azione è grandemente da sostenere.

Il problema è che, nell’affinamento delle tecniche di intervento diretto sul DNA, si può dar credito alla fazione di chi sostiene correzioni genetiche al di là del solo motivo terapeutico, aprendo la strada all’eugenetica. In poche parole, mantenendo fermo il concetto che la tecnica va applicata solo per curare e non per ri-modellare il DNA a proprio piacimento, ci si deve auspicare uno sviluppo sostanziale ed etico per poter veramente accedere sempre di più ad una medicina genetica che anticipa l’esordio delle malattie, dando la possibilità di poter vivere una vita meno pesante, dal punto di vista del benessere soggettivo ma anche più vantaggioso dal punto di vista della spesa sanitaria.