Fondazione Fossoli e PacificAzioni: sedici ragazzi “in campo” per imparare a gestire i conflitti senza la violenza
Il Campo di Fossoli e il territorio di Carpi si preparano a diventare, dal 6 al 13 luglio, il fulcro di un progetto residenziale di alta formazione rivolto a sedici giovani tra i 18 e i 25 anni provenienti da ogni parte d’Italia
di Maria Silvia Cabri
In un’epoca in cui i ritorni dei conflitti armati e la polarizzazione delle opinioni dominano l’agenda globale, l’urgenza di rifondare una cultura della pace diventa, più che mai, un pilastro imprescindibile della responsabilità civile. È con questa convinzione che il Campo di Fossoli e il territorio di Carpi si preparano a diventare, dal 6 al 13 luglio, il fulcro di “La Pace in Campo – Disarmiamo il presente. L’umanità tra algoritmi, dialogo e nonviolenza”: un progetto residenziale di alta formazione rivolto a sedici giovani tra i 18 e i 25 anni provenienti da ogni parte d’Italia.
L’iniziativa, promossa dal comitato PacificAzioni in collaborazione con la Fondazione Fossoli e con il patrocinio dell’Università di Modena e Reggio Emilia e del Comune di Carpi, nasce con l’obiettivo di offrire alle nuove generazioni uno spazio di approfondimento critico e pratico.
La necessità di formare
“L’idea era nata già alcuni anni fa, quando il nostro comitato ha sentito la necessità di andare oltre la semplice sensibilizzazione, cercando di costruire uno spazio formativo strutturato – spiega Marco Reguzzoni, esponente del comitato PacificAzioni – . Non volevamo limitarci a organizzare eventi, ma desideravamo offrire strumenti reali per imparare a superare i conflitti senza ricorrere alla violenza. La sinergia con la Fondazione Fossoli è stata immediata: abbiamo capito subito che, per dare profondità e autorevolezza a questo percorso, la Fondazione era il partner ideale. Riuscire oggi a portare qui a luglio sedici giovani, selezionati da un bando nazionale che ha ricevuto un’ottima risposta, è un traguardo di cui siamo orgogliosi”.




