Notizie dal carcere: cucina, lavoro e seconde possibilità
Ecco come è nata un’impresa sociale in carcere
di Valentina Pepe, direttrice Cooperativa Eortè
L’idea di creare un laboratorio gastronomico all’interno del Carcere Sant’Anna di Modena è nata un po’ per caso, come tutte le grandi idee. In occasione di un incontro istituzionale organizzato dall’Istituto penitenziario, con alcuni invitati esterni, tra cui il nostro socio Gianpietro Cavazza, era stato preparato da alcuni detenuti un buffet eccezionale: bello, buono ed elegante. Da questa serata e dall’interesse da parte della Direzione del Carcere e della Responsabile dell’Area pedagogica è nata un’esperienza di co-progettazione. L’Istituto aveva a disposizione una cucina in disuso nel vecchio padiglione, che avrebbe messo a disposizione di chi sarebbe stato disponibile a predisporre un progetto di inserimento lavorativo per i detenuti della sezione maschile.
Fino al 2023 infatti le attività lavorative destinate ai detenuti erano limitate a quelle fornite direttamente dall’Istituto penitenziario (manutenzione stabili, pulizie, cucina interna, manutenzione del verde, produzione agricola e apicultura) coinvolgendo a rotazione circa un centinaio di detenuti, mentre nessun detenuto lavorava alle dipendenze di datori esterni. Da questa prospettiva si è partiti, in collaborazione con la Direzione della Casa Circondariale, per realizzare un progetto innovativo per la nostra realtà territoriale. Il lavoro di progettazione e raccolta fondi è stato lungo ed impegnativo, ma, finalmente, nel maggio del 2024 siamo riusciti ad avviarlo e ad oggi 10 persone hanno potuto lavorare nel nostro laboratorio, facendo tirocini formativi professionalizzanti e/o essendo assunti direttamente dalla cooperativa.




