Fondazione CR Carpi: dal Polo Universitario alla sanità, un quadriennio di trasformazione
Il mandato della svolta
di Maria Silvia Cabri
Il quadriennio 2022-2025 della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi si è concluso segnando un punto di svolta profondo per l’intero tessuto locale. Il 25 giugno, nel presentare il bilancio di mandato, il presidente Mario Arturo Ascari ha delineato un percorso che ha trasformato visioni programmatiche, giudicate inizialmente ambiziose o addirittura “avveniristiche”, in solide realtà infrastrutturali e sociali. «Quattro anni di Consiglio di Amministrazione che ci hanno visto impegnati su molti fronti e che per tanti di noi lasceranno un segno indelebile», ha esordito Ascari, attribuendo il merito del successo alla sinergia tra la solida struttura organizzativa e la determinazione dello staff, capace di coniugare rigore finanziario e sensibilità verso i bisogni della comunità. Oltre al Consiglio di Amministrazione al completo, erano presenti monsignor Gildo Manicardi, vicario generale della Diocesi, Mauro Mingotti, responsabile Lapam Carpi, Roberto Zani per Cna e il sindaco di Novi, Enrico Diacci per l’Unione Terre d’Argine.
I quattro pilastri: una strategia a 360 gradi
Come ha spiegato il presidente, l’azione della Fondazione si è dipanata attraverso quattro direttrici strategiche, ciascuna volta a rafforzare la resilienza del territorio. “Il futuro attraverso l’istruzione e i giovani”: la priorità assoluta è stata il rafforzamento del legame tra formazione e mondo del lavoro. Il progetto simbolo è la realizzazione del Polo Universitario di Carpi, completato “in tempi record” per ospitare il corso magistrale in Sustainable Industrial Engineering.




