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16 Agosto 2026I Santi della nostra terra, una santità riconosciuta dal popolo
Alcuni religiosi francescani e una terziaria, anche un laico impegnato nella predicazione
di Andrea Beltrami
Continuiamo nel ricordo dei personaggi a noi vicini, per luogo di nascita o di vita, che si sono distinti per carisma e “santità”. Un nome celebre lo ritroviamo nel beato Innocenzo da Carpi, morto nel convento di san Francesco in Mirandola il 10 luglio 1530. Appartenente all’ordine francescano dei Minori Osservanti, Innocenzo Barabani, nativo di Carpi, viene ricordato per una vita esemplarissima e, anche se i documenti non sono moltissimi, le testimonianze lo annoverano illustre per virtù e miracoli, onde acquistò presso il popolo il titolo di Beato e fu in tanta venerazione non solo in Mirandola o Carpi. Una sua reliquia era venerata nella chiesa di Villa Verucchio ed era meta di pellegrinaggio e considerazione popolare.
Margherita Vaccari, altra figura in aura sanctitatis, ci viene descritta dal filosofo Marcantonio Parenti: “nutrendo mai sempre il desiderio di ritirarsi affatto dal mondo elesse di entrare nella Pia Casa delle Giovani penitenti eretta pochi anni prima in questa città di Modena sotto il titolo di santa Margherita da Cortona, come vi fu ammessa in qualità di vice superiora nel giorno 10 luglio 1822. Qui vestì l’abito da terziaria di san Francesco, al quale ebbe sempre particolare divozione, disimpegnò con carità e dolcezza e vigilanza il suo ufficio assunto per ubbidienza, e cercando in ogni maniera di promuovere la gloria di Dio e il miglior bene spirituale delle povere giovani alunne. Diede luminosi esempi di virtù e di santità”. Muore l’8 luglio 1822 e per suo desiderio viene sepolta nella chiesa di san Cataldo in Modena.
Per il mese di agosto abbiamo diversi ritratti che tratteggiamo brevemente secondo quanto ci viene restituito dal Menologio francescano. I servi di Dio Gabriele da Mirandola e Cherubino di Concordia sono definiti martiri della carità in quanto al loro servizio verso gli appestati dal contagio del 1630; assistenti in prima persona nei lazzaretti trovarono la morte su campo.
A questi si aggiunge il servo di Dio Giovanni da Carpi, sacerdote, impegnato anch’esso nell’assistere gli appestati; muore a Carpi il 31 agosto 1630.
Segue il servo di Dio Ignazio Bertani da Carpi, originario di Brescello, attivo a Carpi; laico impegnato nella predicazione nell’assistenza ai bisognosi rimane nella memoria per l’umiltà dei costumi e della vita, spesa a servizio dei deboli e dei sofferenti. Si spegne a Carpi il 9 agosto 1884.
Il mirandolese Martini Reginaldo viene ricordato per la efficace predicazione, soprattutto in tempo quaresimale dove, chiamato durante le funzioni della Via Crucis, sapeva conquistare gli animi dei fedeli grazie al fervore e all’abilità retorica al punto da guadagnarsi l’appellativo di “beato”. Muore l’11 agosto 1792 in grande venerazione e considerazione dal popolo.
L’ultimo, non per importanza, che prendiamo in considerazione è servo di Dio Gabriele Cappelli, dottore in teologia, minore conventuale, insignito pure della dignità episcopale, si distinse per una illustre predicazione, santità di vita ed esempio di carità verso gli ultimi. Alcuni suoi testi furono adottati all’interno dei monasteri per l’efficacia dei contenuti e la chiarezza espositiva. Muore a Mirandola il 14 agosto 1538. Questo elenco non completo e sommario valga a non farci dimenticare e sentire più vicine queste figure che hanno vissuto nella nostra chiesa portando messaggi e parole di bene.




