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24 Agosto 2026Leone XIV a Rimini. L’abbraccio del Meeting: misericordia, giovani e servizio
Per il Papa un'accoglienza calorosa: "Gli applausi sono tutti per Gesù Cristo"
A Rimini, dove l’elicottero è atterrato dopo il pranzo nel monastero delle agostiniane di Pennabilli, attendevano circa 60mila persone. Al Meeting la stessa parola ha cambiato veste. “Il male non si combatte col male”, ha ricordato Leone XIV: “Al falso realismo, che riarma le menti, le parole e le nazioni, la cultura cattolica ha oggi da opporre il realismo della misericordia”, per il quale “non possono esistere nemici”. L’invito è a liberare “il lavoro dall’idolatria del profitto, la tecnologia e la finanza dai business della morte” e a disarmare “lo sviluppo tecnologico quando si fa pervasivo e distruttivo”. Il metodo, ha aggiunto, resta “il rischio educativo” indicato da don Luigi Giussani: promuovere il bene nel mondo, non fuggirne. Ai giovani ha detto che sono “segno che il futuro è una promessa, non una minaccia”.
Al movimento di Comunione e Liberazione ha consegnato una misura esigente: “Nell’amore non c’è mai costrizione, indottrinamento; mai seduzione, inganno, arruolamento. C’è amore solo nella libertà, nel confronto vivo, nel dono generoso di sé”. Poi il trasferimento in cattedrale, davanti a malati, persone con disabilità e poveri assistiti dalla Caritas, il registro è cambiato: “Qui voi siete a casa”, perché Gesù metteva al centro le persone ferite. La giornata si è chiusa al porto, con la messa e il Vangelo delle chiavi a Pietro: “Nella Chiesa, ad ogni livello, l’autorità è servizio”, ha ribadito il Papa, rileggendo la destituzione di Sebna, il funzionario che abusò dell’autorità. Legare e sciogliere, ha concluso, è compito di ogni battezzato: “Abbracciare, riunire, accogliere, liberare, perdonare, emancipare chiunque sia prigioniero del peccato e delle sue conseguenze”.




