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21 Ottobre 2026Don Di Noto: “La rete va abitata, non lasciate soli i vostri figli”
Il fondato di Meter a Carpi ospite dell’associazione “Il Giardino dei ragazzi”
“Ci sono tanti bambini orfani di genitori vivi”. Parola di don Fortunato Di Noto, fondatore di Meter, l’associazione che da 30 anni esplora la rete per svelare il traffico pedopornografico e cercare di sottrarre il maggior numero di bambini a questo giro criminale. Don di Noto è intervenuto ieri sera a Carpi, ospite della serata organizzata dalla neonata associazione “Il Giardino dei ragazzi”, sul tema del “Bullismo e cyberbullismo”. Tra i partner dell’iniziativa il Comune di Carpi, rappresentato dall’assessore Paola Poletti, la diocesi di Carpi tramite il Servizio interdiocesano tutela minori, presente con il vicario generale mons. Gildo Manicardi e suor Maria Bottura. La presidente Manuela Lusuardi introducendo i lavori ha raccontato i motivi che hanno ispirato la nascita dell’associazione e il desiderio di creare anche a Carpi un punto di riferimento per l’infanzia e l’adolescenza.
A questo proposito Manuela Tangerini, comandante della Polizia Municipale ha illustrato, supportata da un collega, l’attività preventiva svolta quotidianamente nel polo scolastico di viale Peruzzi dove si concentrano migliaia di studenti, e l’impegno per la sensibilizzazione sul bullismo direttamente nelle classi. A don Di Noto il compito di definire l’ambito di azione di Meter ma soprattutto di spiegare ai numerosi adulti presenti perché la nostra società non è affatto “amica dei bambini” ma tenda a considerare il bambino, adulto il prima possibile. Questo processo si è accentuato con l’uso dei telefonini, è davanti agli occhi di tutti come ormai sia per intrattenimento sia per “sicurezza” quasi tutti i bambini dispongano dello strumento con relativo accesso alla rete, esponendoli così a rischi elevatissimi di incappare negli adescatori. Tutto da esplorare poi l’impatto dell’IA in questo ambiente criminale, di cui il deepnude è solo una prima avvisaglia. Ad integrare la testimonianza di don Fortunato è stato poi Carlo Di Noto, presidente di Meter, specializzato nel monitoraggio del cyberbullismo il quale è partito dalla diffusione dei “gaming” ovvero dall’utilizzo del cellulare per giocare e tramite il gioco poi il minore può ritrovarsi in condizioni di pericolo o di emulazione. Questo quadro allarmante non deve spaventarci ma piuttosto, come ha esortato don Di Noto, a renderci sempre più responsabili nei confronti dei bambini e, come adulti, nell’utilizzo dei telefoni cellulari. “Siamo come Davide contro Golia, ma la forza di Davide non deriva nell’abilità del lancio delle pietre con la sua fionda, ma dalla fede di potercela fare a colpire il gigante”: da qui l’invito a perseverare e, soprattutto, a lavorare insieme e uniti, perché oggi da soli non si va da nessuna parte.
Luigi Lamma




