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Editoriali, Il Settimanale, Rubriche
Pubblicato il Giugno 24, 2021
Editoriale

Servi umili tra la gente

Il diacono antidoto al clericalismo e non supplente del prete

di Giuseppe Migatti, diacono permanente

 

 

Sono 15 i diaconi permanenti della diocesi di Carpi e l’ultima ordinazione risale al dicembre 2018. All’interno del “cammino sinodale” si rende necessaria una riflessione ampia su ruolo e potenzialità del diaconato per il futuro delle nostre comunità, che non può essere limitato agli interessati o agli esperti di vicende ecclesiali. Le parole del Papa offrono interessanti prospettive.

Papa Francesco ha incontrato sabato 19 giugno i diaconi permanenti della diocesi di Roma con le loro famiglie. È dal Concilio Vaticano II che il diaconato è stato ripristinato come grado permanente della gerarchia ecclesiastica, superando così la sua forma transitoria verso il sacerdozio. Lo stesso Concilio ne ha caratterizzato l’identità associandovi la parola “servizio”: è infatti compito del diacono rendere presente e visibile ogni giorno Gesù Cristo “venuto non per essere servito ma per servire e dare la propria vita per molti”. Il diacono permanente, quindi, insieme alla propria sposa, ricorda alla Chiesa che nessuno può elevarsi al di sopra degli altri e che la logica dominante deve essere quella dell’abbassamento.

Papa Francesco sottolinea che è proprio questo l’antidoto più efficace al clericalismo, che ancora oggi caratterizza una parte importante della nostra Chiesa e propone “una casta di sacerdoti al di sopra del popolo di Dio”: amare è servire e servire è regnare. E questo il diacono lo esprime quando, come il diacono San Francesco, porta nel mondo la prossimità di Dio senza imporsi ma servendo con umiltà e letizia. Il Papa sottolinea poi come lo specifico compito del diacono permanente non sia supplire alla mancanza di sacerdoti svolgendone determinate funzioni ma occuparsi, in nome e per conto del vescovo, delle necessità dei fedeli, in particolare dei poveri e degli ammalati, raggiungendoli fin nelle loro case e nella loro quotidianità, affinché, come si legge negli Atti degli Apostoli “nessuno tra di loro fosse bisognoso” (cfr. 4,34).

Il diacono permanente non è quindi un “mezzo prete” o un “chierichetto di lusso”, ma un servo premuroso che ha a cuore che l’amore del Padre tocchi concretamente la vita di ognuno, specialmente di chi ha il dolore nel cuore per le difficoltà della vita quotidiana. Con grande efficacia Papa Francesco esorta quindi i diaconi a essere umili perchè “è triste vedere qualcuno che vuol mettersi al centro del mondo! Umiltà vuol dire che tutto il bene che si fa deve essere un segreto con Dio che così porterà frutto” e a essere bravi sposi e bravi padri perché è questo che dà speranza e consolazione alle coppie che stanno vivendo momenti di fatica e che troveranno nella vostra semplicità genuina una mano tesa.

I diaconi siano anche sentinelle che sappiano aiutare la comunità cristiana ad avvistare Gesù nei poveri e nei lontani. Non cedano alla tentazione della lamentela ma mantengano la serenità e il sorriso anche nelle difficoltà. Un programma e uno stile di vita, quello ricordato da Papa Francesco, che dovrebbe caratterizzare tutto il popolo di Dio, ma che è compito prima di tutto del diacono mantenere visibile e vivo.

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