Scuola Sacro Cuore, tra fedeltà alla missione e sostenibilità
La Scuola Sacro Cuore di Carpi tra fedeltà al proprio carisma e impegno per la sostenibilità. Ne parla don Massimo Dotti, presidente dell’Aceg. Il progetto di aprire il fondo dal nome “Fondo-Cuore”, dove tutti, non solo le famiglie degli alunni, possano contribuire
di Luigi Lamma
Don Massimo Dotti (Ph Nicola Catellani)
“Nel sessantesimo anniversario della Gravissimum educationis, la Chiesa celebra una feconda storia educativa, ma si trova anche di fronte all’imperativo di aggiornare le sue proposte alla luce dei segni dei tempi. Le costellazioni educative cattoliche sono un’immagine ispiratrice di come tradizione e futuro possano intrecciarsi senza contraddizioni… In esse risiede quella capacità di navigare tra le sfide con speranza ma anche con una coraggiosa revisione, senza perdere la fedeltà al Vangelo. Siamo consapevoli delle fatiche…Eppure, proprio qui, l’educazione cattolica può essere faro: non rifugio nostalgico, ma laboratorio di discernimento, innovazione pedagogica e testimonianza profetica. Disegnare nuove mappe di speranza: è questa l’urgenza del mandato”. E’ con queste parole che Leone XIV rilancia la vocazione al servizio educativo della Chiesa nel documento “Disegnare mappe di speranza” pubblicato lo scorso 28 ottobre. Poche indicazioni ma chiare: “imperativo di aggiornare”, “tradizione e futuro possono intrecciarsi”, “coraggiosa revisione”, “urgenza del mandato”.
Al netto dell’allarmante denatalità che tocca tutti in modo trasversale, in questa sintesi è racchiusa la sfida che si trovano ad affrontare anche le scuole cattoliche presenti sul territorio diocesano, gestite direttamente da Parrocchie, Enti, Congregazioni, per la maggior parte si tratta di scuole materne, mentre l’unica che propone un servizio che va dal nido alla terza media è la Scuola Sacro Cuore collocata nei locali della Fondazione Aceg. Con don Massimo Dotti, presidente dell’Aceg, abbiamo approfondito la “mappa di speranza” che anima il Sacro Cuore.
Don Massimo, partiamo da lontano e dall’incontro con la realtà della scuola cattolica e del Sacro Cuore in particolare…
Potrei definirmi un “convertito” perché non è stato così immediato, al mio arrivo come direttore dell’Oratorio Eden, nel lontano 1999, apprezzare il valore di questa realtà che da pochissimo era approdata nei locali dell’Aceg. Come sempre sono le persone a fare la differenza e la passione di alcune figure (le maestre Idemma, Greta, Carla, Anna Maria, Maria Rosaria…) ha acceso il mio interesse verso questa realtà che, grazie all’intuizione di mons. Staffi eri, si proponeva come un valore aggiunto e un intreccio virtuoso con le altre esperienze presenti nell’Oratorio Cittadino. In queste persone era evidente una continuità ideale con la secolare presenza del carisma delle Suore di Carità che da poco avevano lasciato la scuola in Via Ciro Menotti. Fare spazio nei locali e nei grandi spazi dell’Oratorio anche alle aspettative delle famiglie che con convinzione sceglievano il Sacro Cuore, fu sicuramente una complicazione da un punto di vista ma anche uno sprone per assicurare una serena integrazione e delle positive sinergie.
Qual è lo specifico apporto di una Scuola Cattolica in sistema educativo integrato?
L’educazione è un’arte che necessita di scaturire da una sorgente plurale e creativa. Non può sgorgare da un monolite univoco, per quanto strutturato e ben organizzato, ma dev’essere il frutto della generatività di chi, nella società e nella chiesa, gode di un bagaglio di valori e di competenze, di strategie e di passione da mettere in gioco a favore delle nuove generazioni. In molte nazioni la chiesa offre il proprio contributo originale alla società anche attraverso una capillare rete di istituzioni scolastiche, punto di eccellenza dei sistemi formativi che gli stati, nel principio di sussidiarietà, volentieri valorizzano.
Tutto questo cosa significa per il Sacro Cuore di Carpi?
La scuola nacque nel 1898 per l’alfabetizzazione delle bambine carpigiane alla quale nessuno pensava. L’intuizione fu del vescovo Mons. Araldi che affidò alle Suore di Carità la Scuola dei Poveri. C’è dunque all’origine una matrice diocesana, quindi ecclesiale della Scuola che non può prescindere da una sensibilità particolare per i singoli e per le specificità di ogni alunno. Ciascuno è unico, originale, prezioso. Le famiglie ci affidano volentieri anche bimbi con qualche fragilità perché la scuola ha saputo formare, negli anni, una comunità di educatori che si spendono nel sostegno scolastico con grande competenza e sensibilità.
Veniamo al tema della sostenibilità perché un’impostazione di questo tipo con percorsi personalizzati si scontra con la disponibilità di risorse adeguate…
Abbiamo generalmente classi non numerose nelle quali si lavora molto bene. Se questo è un bene per l’attività didattica dall’altro significa anche minori entrate che non sono compensate dagli aiuti pubblici. Per questo motivo desideriamo aprire un fondo che chiameremo “Fondo-Cuore”, dove tutti, non solo le famiglie degli alunni, possano contribuire riconoscendo questa vocazione specifica della nostra scuola per l’integrazione e l’accompagnamento di bimbi con qualche disabilità o con bisogni educativi specifici. E’ un modo per sostenere una missione che sentiamo profondamente nostra ma anche di grande stimolo per tutti i bambini crescere nello spirito di accoglienza e disponibilità verso i coetanei più fragili. Questa peculiarità che contraddistingue la scuola Sacro Cuore è per noi un valore irrinunciabile indipendentemente dai sacrifici economici che comporta. Anche in questo momento di calo demografi co che tutte le scuole subiscono e che incide particolarmente sulle scuole private come la nostra c’è la ferma volontà di continuare la scuola in tuti i suoi gradi anche nelle elementari e medie che sono i gradi più impattati dal calo demografico.
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Oratorio cittadino Eden, sede della Fondazione Aceg e della Scuola Sacro Cuore (Ph Nicola Catellani)




