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Pubblicato il Luglio 30, 2021

Giornata contro la tratta, campagna della rete Talitha Kum

Nella Giornata mondiale contro la tratta di persone, che si celebra oggi, 30 luglio, al via la campagna social #CareAgainstTrafficking di Talitha Kum, che riunisce 3mila religiose. 17.000 le persone liberate e aiutate durante il 2020

 

Sono circa 3.000 le religiose impegnate contro tratta e gli amici della rete Talitha Kum che in questi giorni, in occasione della Giornata mondiale contro la tratta di persone che si celebra il 30 luglio, hanno lanciato la campagna #CareAgainstTrafficking. L’intento è dimostrare “che la cura può fare la differenza in ogni fase del percorso per combattere la tratta di persone: cura per chi è a rischio, cura per le vittime e cura per i sopravvissuti”.

La campagna utilizza i social (Twitter, Instagram e Facebook) di Talitha Kum e chiede a tutti di aggiornare banner, profili e condividere pensieri usando l’hashtag #CareAgainstTrafficking

Almeno 17.000 donne, uomini e bambini sopravvissute alla tratta sono state aiutate e liberate dalle coraggiose suore di Talitha Kum durante il 2020, in tutto il mondo. Hanno potuto dormire in case sicure, hanno avuto opportunità di istruzione e di lavoro, supporto per accedere alla giustizia e al risarcimento, e assistenza sanitaria e psicosociale. Nello stesso periodo, quasi 170.000 persone hanno beneficiato delle attività di prevenzione e sensibilizzazione.
Fondata nel 2009 dalla Uisg (Unione internazionale delle superiore generali), Talitha Kum international coordina 50 reti in oltre 90 Paesi.

Messico, la storia di Carmen
“Vengo da una famiglia messicana molto povera. Volevo lavorare per aiutare i miei genitori. Così, pur essendo ancora una ragazzina, accettai volentieri la proposta di mia cognata di occuparmi dei bambini di una sua conoscente in un’altra città. Quando arrivai, mi costrinsero a prostituirmi, minacciando di fare del male alla mia famiglia se mi fossi opposta. Non ero sola, c’era anche un’altra ragazza, anche lei minorenne. Fummo picchiate e stuprate. Ai miei genitori venne detto che ero morta”. La storia di Carmen è simile a quelle di tante altre di vittime di tratta a scopo di sfruttamento sessuale e lavorativo. Carmen ha avuto la fortuna di riuscire a fuggire e incontrare, nel suo Paese, alcune suore della rete internazionale anti-tratta Talitha Kum: “Ora sono in un posto sicuro, in contatto costante con la mia famiglia e ho ripreso i miei studi, completando il ciclo di scuola secondaria con merito. Ho 17 anni e non è facile per me. Sono grata per la nuova possibilità che mi è stata data”.

Appello ai cittadini e ai governi
“Chiediamo a tutte le persone di buona volontà di unirsi per affrontare le cause sistemiche della tratta di persone – afferma suor Gabriella Bottani, coordinatrice internazionale di Talitha Kum -. In particolare, chiediamo ai governi di impegnarsi per sostenere i sopravvissuti nel lungo termine, garantendo istruzione di qualità, opportunità e permessi di lavoro, accesso alla giustizia e al risarcimento, e assistenza medica e psicosociale”. “Talitha Kum – aggiunge suor Patricia Murray, segretaria esecutiva della Uisg – è impegnata non solo a sostenere le comunità vulnerabili ed marginalizzate di tutto il mondo, ma anche a smantellare i sistemi che permettono la loro oppressione e il loro sfruttamento”.

Triplicato il numero di bambini trafficati
Secondo i dati più recenti del “Global report on trafficking in persons 2020”, resi noti a febbraio 2021 dall’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (Unodc), il numero di bambini, tra le vittime di tratta intercettate, è triplicato negli ultimi 15 anni, mentre la quota di maschi è aumentata di cinque volte. Le ragazze sono vittime della tratta a fini di sfruttamento sessuale, mentre i ragazzi sono utilizzati per il lavoro forzato.

Milioni di persone sfruttate
Nel 2018 sono state individuate e denunciate circa 50.000 vittime della tratta di esseri umani da 148 Paesi. Ma il numero effettivo di vittime della tratta è molto più alto: si stimano milioni di persone sfruttate da reti internazionali di criminalità ben organizzate. Sono presi di mira in particolare i più vulnerabili, come i migranti e le persone senza lavoro. Secondo Unodc la recessione indotta dalla pandemia “sta esponendo ancora più persone al rischio della tratta”.

Patrizia Caiffa – Sir

 

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