L’incontro con Pat Patfoort: “La pace nasce dalle relazioni”
Gli sviluppi dopo l'incontro con l'antropologa, mediatrice ed esperta della non-violenza
di Daniele Losi
C’è una scena che Pat Patfoort si porta dentro. Un ristorante, una madre e un bambino di due anni. Il piccolo vuole muoversi, la madre no. Così gli mette qualcosa in bocca perché non faccia rumore e uno smartphone tra le mani. Poco più in là, un altro tavolo: una madre e un figlio adolescente che mangiano senza scambiarsi una parola, lui con gli occhi fissi sullo schermo. “Cosa sta insegnando la madre a questo bambino?”, si chiede l’antropologa. E in quelle due immagini, una accanto all’altra, vede l’inizio e la fine della stessa storia.
Belga, cinquant’anni di lavoro sul campo tra scuole, aziende, coppie e zone di confl itto etnico, Patfoort ha dedicato la vita a una domanda tanto semplice quanto radicale: come si esce dalla violenza senza rispondere con altra violenza? Lo stesso quesito che Patfoord ha proposto nei suoi incontri carpigiani, ad inizio luglio: una conferenza pubblica a cui è seguito un corso di approfondimento rivolto ad una trentina di partecipanti presso la parrocchia di San Bernardino Realino a Carpi che si è sviluppato su due pomeriggi. L’iniziativa è stata promossa da don Carlo Bellini in qualità di direttore dell’Ufficio interdiocesano per la pastorale sociale e del lavoro, della pace e della giustizia.




