Hospice San Martino, dai “tavoli” al cantiere
Un’opera attesa trent’anni al banco di prova dell’economia sociale
di Maria Silvia Cabri
Ci sono opere pubbliche che valgono molto più del loro costo economico. Perché diventano il simbolo di una comunità che sceglie di prendersi cura dei propri cittadini, soprattutto quando attraversano il tempo più delicato e fragile della vita. L’Hospice San Martino di San Possidonio appartiene profondamente a questa categoria, colmando un vuoto che oggi appare non più sostenibile: la totale assenza di una struttura territoriale dedicata alle cure palliative in un quadrante strategico come l’Area Nord modenese, che attende questo presidio da quasi trent’anni.
La sollecitazione della politica
Di recente è stata presentata in Assemblea legislativa un’interrogazione da parte dal consigliere regionale Pd Gian Carlo Muzzarelli, presidente della Commissione consigliare Sanità. Un atto che non riporta soltanto al centro del dibattito un’infrastruttura fondamentale, ma manifesta con forza che la posta in gioco va ben oltre il cantiere materiale.




