La “Candelora” del 2 febbraio: dall’antica Roma alla festa cristiana
Chiesa

Pubblicato il

1 Febbraio 2022

La “Candelora” del 2 febbraio: dall’antica Roma alla festa cristiana

“La luce illumina il mondo”: dall’antica Roma con i riti della purificazione durante il mese di febbraio alla festa cristiana della “Candelora” con la benedizione delle candele

di Andrea Beltrami

 

Presentazione di Gesù al tempio – Parrocchia di Panzano di Campogalliano

 

Con piacere accogliamo una richiesta di approfondimento riguardo ad un argomento trattato velocemente nel precedente numero di Notizie (nella pagina delle Tradizioni), ossia il giorno della “Candelora” o della Presentazione di Gesù al tempio o Purificazione della Beata Vergine Maria.

Nell’antica Roma il periodo che corrisponde al nostro odierno mese di febbraio era considerato un momento di passaggio che salutava l’anno passato e dava il benvenuto al nuovo, caratterizzato dai Saturnali accompagnati da riti purificatori contraddistinti da cerimonie particolari per accompagnare la fine del lungo inverno verso il rinnovamento primaverile. Con la creazione dei mesi di gennaio e febbraio i Saturnali assunsero la funzione di feste che preludevano al nuovo anno mentre nel periodo di gennaio e febbraio continuavano a celebrarsi feste a carattere purificatorio e propiziatorio per la fertilità dei campi. In febbraio venivano anche celebrati riti di espiazione alle anime dei morti, che soprattutto in questo tempo reclamavano cerimonie in loro onore (richiamiamo quanto diceva Ovidio: in febbraio “si onorano anche le tombe, si placano le ombre degli avi e si portano piccoli doni sui sepolcri. Poco chiedono i Mani, gradiscono la pietà come un ricco dono… Basta coprire la lastra con corone, offerte, basta spargere grano con un poco di sale, con preghiere e gesti del rito”. Ed ecco allora una spiegazione etimologica del mese: da “februare” che in latino significa, appunto, purificare, espiare.

Nel VII secolo la Chiesa romana adottò il 2 febbraio come data per una festa particolare, la Presentazione del Signore al Tempio, celebrata nella chiesa d’Oriente fin da IV secolo, chiamata “festa di san Simeone” in ricordo dell’uomo citato nel vangelo di Luca. La presentazione del figlio primogenito al tempio e la rituale purificazione della madre avvenivano, secondo la legge ebraica, quaranta giorni dalla nascita; ecco perché nel calendario cristiano si arriva al 2 febbraio. Ma tutto questo coincideva con le feste pagane romane, soprattutto quelle dedicate alla dea Giunone (detta “Iuno februata” ossia, purificata) e al rito dei Lupercali (antichi riti probabilmente riconducibili prima della fondazione della stessa Roma). Per non creare una sovrapposizione il 2 febbraio divenne il giorno dedicato alla Purificazione della Beata Vergine Maria a scapito dell’evento importante della Presentazione del Figlio al Padre (san Bernardo pregava così: “Offri il tuo Figlio, o Vergine Santa, e presenta al Signore il frutto benedetto del tuo seno. Offri per la riconciliazione di tutti noi la vittima santa, a Dio gradita”). Relativamente alla “Candelora” è certo che a Roma si svolgeva una processione notturna dalla chiesa di sant’Adriano a quella di santa Maria Maggiore, forse per esorcizzare il clima di “carnevale” che proprio in quei giorni invadeva la città.

La benedizione delle candele è una tradizione successiva, che rimanda al X secolo, forse di derivazione francese, con un duplice significato: il primo di rimando all’universalità della religione cosmica che il cristianesimo ha accolto nei sui riti liturgici, il secondo nel significato della luce di Cristo, luce del mondo che comunica una vita nuova nel battesimo e segna il cammino verso il Cielo. Nelle nostre mani la candela è un simbolo della luce divina e la processione che facciamo con le candele è l’espressione dell’andare incontro a Cristo.

 

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