31 maggio, San Felice da Nicosia
Speciale Patroni

Pubblicato il

31 Maggio 2023

31 maggio, San Felice da Nicosia

Umile cappuccino, amico dei malati e dei carcerati

 

 

Nato nel 1715, figlio di un calzolaio di Nicosia (Enna, Sicilia), venne battezzato col nome di Giacomo e fu straordinariamente devoto: cominciò a lavorare molto presto nella bottega del padre, pur soffrendo per le bestemmie e il linguaggio volgare che vi udiva. Una volta un operaio tagliò per sbaglio il cuoio di una scarpa, ma Giacomo, facendo passare il proprio dito bagnato di saliva sul taglio, riportò miracolosamente la scarpa nella sua condizione originaria, intatta e senza segni.

Dopo la morte dei genitori, fece richiesta di ammissione ai cappuccini del luogo, ma essi lo respinsero ripetutamente per sette anni. Venne quindi accettato a Mistretta (qualche chilometro più a nord), dove ricevette l’abito monastico e il nome di Felice. Fatta la professione l’anno seguente, fu richiamato a Nicosia, dove aiutò il fratello che faceva la questua. Guariva gli ammalati, sia fisici che mentali, visitava i carcerati, lavorava, pregava e faceva penitenze per tutti.

Quando nel 1777 una mortale epidemia devastò Cerami, il superiore locale chiese a Felice di andare ad aiutare là. Ultrasessantenne, rispose con ardore, assistendo i malati con profonda dedizione. Obbediente fino alla fine, chiese persino il permesso per morire. Aveva settantadue anni, e morì il 31 maggio 1787. Fu beatificato nel 1888. Il 23 ottobre 2005 è stato canonizzato da Benedetto XVI.

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