Don Ivo Galavotti torna a Sant’Antonio in Mercadello
Attualità, Chiesa, Novi di Modena

Pubblicato il

6 Marzo 2026

Don Ivo Galavotti torna a Sant’Antonio in Mercadello

Sabato 7 marzo, a quasi vent’anni dalla morte, le spoglie mortali di don Ivo Galavotti saranno tumulate nella chiesa parrocchiale di Sant’Antonio in Mercadello, che lui fece costruire. Alle 10, Messa celebrata dal nipote padre Stefano Galavotti

Da sinistra il vescovo Elio Tinti e don Ivo Galavotti

 

Sabato 7 marzo, alle 10, a quasi vent’anni dalla morte, avvenuta il 9 aprile 2006, le spoglie mortali di don Ivo Galavotti saranno tumulate nella chiesa parrocchiale di Sant’Antonio in Mercadello (frazione di Novi di Modena). Padre Stefano Galavotti, nipote del sacerdote, presiederà la Santa Messa, alla presenza dei famigliari. Tutti coloro che hanno conosciuto don Ivo sono invitati a partecipare a questo momento di preghiera e di memoria.

Ivo Galavotti nacque a Santa Giustina Vigona nel 1924 da Mario e Domenica Talassi, terzo di tredici figli. Entrato in seminario da bambino aveva compiuto a Carpi il suo percorso di formazione, sino all’ordinazione sacerdotale ricevuta dal vescovo Dalla Zuanna l’11 giugno 1949. Dopo un breve periodo trascorso come cooperatore parrocchiale a Concordia e a Cortile, venne mandato dal vescovo come cappellano a Sant’Antonio in Mercadello, in aiuto al parroco don Massimo Cipolli, che svolgeva il suo ministero in questa parrocchia dal 1907. Alla morte di don Cipolli, nel 1953, don Ivo divenne il nuovo parroco e qui sarebbe rimasto per quasi trent’anni. Tra questo sacerdote e la parrocchia sotto l’argine del Secchia si stabilì un rapporto profondo, segnato da un impegno concreto per dotare questa piccola parrocchia di una serie di strutture indispensabili per l’attività pastorale.

Fu infatti don Ivo a farsi carico della costruzione della nuova chiesa parrocchiale, dopo che quella precedente del ‘600 era stata demolita, e all’edificazione della nuova canonica; e fu sempre lui ad istituire il nuovo asilo parrocchiale e il nuovo teatrino. Si trattava di impegni economici importanti per una piccola parrocchia sprovvista di tutto, al di fuori della fiducia nella Provvidenza e nella buona volontà. Don Ivo seppe fare fronte a tutti questi obblighi, che si sommavano a quelli della cura pastorale: tanti tra i suoi antichi parrocchiani potrebbero testimoniare ancora oggi l’impegno che don Ivo profuse costantemente verso tutti quelli che avevano ogni genere di necessità. Ma il nome del sacerdote è legato anche al ricordo degli oltre cento pellegrinaggi diocesani organizzati per decenni per Lourdes, dove ha condotto migliaia di pellegrini alla Grotta di Massabielle. Nel 1980 monsignor Prati lo mandò come parroco a Panzano e nel 1996 i problemi di salute lo obbligarono alle dimissioni.

Dopo che per vent’anni hanno riposato nel cimitero di San Giacomo Roncole, ora le sue spoglie, grazie alla benigna concessione di monsignor Erio Castellucci, e la disponibilità del parroco don Alex Sessayya, saranno deposte nella chiesa di Sant’Antonio in Mercadello. Una scelta che vuole significare la profondità del legame tra don Ivo e questa parrocchia; ma che rappresenta anche un segno di gratitudine della Diocesi di Carpi verso un sacerdote che volle con tutte le sue forze la costruzione del nuovo tempio.

Le comunità parrocchiali di Sant’Antonio da Padova in Mercadello e di Santa Caterina d’Alessandria di Rovereto sulla Secchia hanno accolto l’iniziativa con molta gioia.

Angela e famiglia Galavotti

 

Chiesa di Sant’Antonio in Mercadello

 

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