Responsabilità etica e consumo di alcol… /2
Etica della vita

Pubblicato il

6 Marzo 2026

Responsabilità etica e consumo di alcol… /2

Etica della vita, rubrica a cura di Gabriele Semprebon

Fondamentale è un’azione educativa, e nel contempo repressiva, per fare in modo di arginare il problema dell’alcolismo. Oltre a questo controllo esterno al soggetto, molto ricade sulla responsabilità personale. Ognuno deve rendersi conto dei rischi a cui va incontro per sé e per altri. Purtroppo, è storia di tanti, l’abuso di alcol o di sostanze diventa un modo per non affrontare i problemi pesanti della vita, un modo per scongiurare la fatica esistenziale del vivere. Una volta, una persona, mi disse che l’uso di una sostanza che assumeva quotidianamente era come la “coperta di Linus”, ovvero, un modo per ripararsi dallo stress del vivere, un momento di assenza per non pensare… questo però costa troppo e non ne vale la pena!

Il soggetto deve esercitare un forte autocontrollo su se stesso, sugli ambienti e le persone che frequenta, ragionando sui rischi che si corrono nell’iniziare una abitudine di questo tipo, al fatto che l’organismo induce a reiterare un comportamento simile attraverso il rinforzo dopaminergico. Probabilmente l’uso dell’alcol fa parte di quelle abitudini che non si dovrebbero nemmeno iniziare, in quanto, spesso, vengono giustificate da una presunta competenza personale capace di avere sempre in mano il controllo della situazione, cosa che sappiamo, per esperienza, essere impossibile.

Ancora più grave è l’atteggiamento giovanile che spesso utilizza il sistema dello stordimento alcolico per diventare più forti nel compiere ciò di cui sobriamente non sarebbero in grado. Ricordo in modo indelebile un gruppo di ragazzi molto giovani che caricavano sull’automobile una cassa piena di birra da bere fuori dalla discoteca. Alla mia domanda sul motivo di tale operazione mi fu risposto che, in questo modo, rimpinzati di alcol, avrebbero avuto la disinibizione giusta per poter affrontare le ragazze da abbordare nella sala da ballo. Mi venne in mente la prima guerra mondiale quando si dava da bere ai soldati fino a farli ubriacare per avere la forza di uscire dalla trincea e sostenere la battaglia: là i giovani morivano per una pallottola, qui giovani si rovinano la salute fisica e mentale e diventano degli etilisti cronici solo per avere un po’ più di coraggio per avvicinare una ragazza interessante. Non ne vale proprio la pena! (Parte 2 – fine)

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