Il carpigiano Filippo Ballestrazzi, 16 anni, tedoforo della Fiamma Olimpica di Milano Cortina 2026
"Mi sono sentito investito di una importante responsabilità, come un giovane ambasciatore, chiamato a portare il racconto emozionale di un’intera comunità”
Filippo Ballestrazzi, 16 anni di Carpi
di Maria Silvia Cabri
“É stato tutto molto bello, ed emozionante pensare che tra tante persone proprio io ho avuto l’occasione di portare la fiamma olimpica”. E’ pieno di orgoglio il giovane carpigiano Filippo Ballestrazzi, 16 anni, uno dei più giovani tedofori del Viaggio della Fiamma Olimpica di Milano Cortina 2026. Oltre a Gregorio Paltrinieri, Carpi può dunque vantare un altro suo cittadino come tedoforo: questa mattina Filippo è partito da Maranello in direzione Fiorano modenese-Sassuolo.
“Quando alla fine del mio tragitto ho passato il testimone al tedoforo dopo di me, accendendo la sua torcia con la mia – prosegue il 16enne – mi sono sentito parte di un qualcosa di più grande ed é stato un bellissimo momento. Le persone attorno che acclamavano la fiamma hanno creato un’atmosfera speciale e unica per tutti quanti, compreso me. Avrei portato questa fiamma in tutte le scuole!”.
Tutto è iniziato qualche mese fa: la conferma è arrivata tramite una lettera ufficiale che iniziava con poche parole semplici, ma destinate a cambiare tutto: “Ciao Filippo B., sei pronto/a ad entrare nella storia dei Giochi?”. Da lì in poi, ogni frase è una rivelazione: nella comunicazione ricevuta, infatti, il Comitato Organizzatore esprimeva chiaramente l’eccezionalità della scelta: Filippo è stato selezionato tra migliaia di candidati, diventando uno dei 10.001 protagonisti che avranno il privilegio di portare la Fiamma Olimpica attraverso l’Italia.
“Sarai uno dei 10.001 protagonisti che attraverseranno l’Italia, portando con sé l’energia, i valori e lo spirito dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026”.
Non solo un compito simbolico, dunque, ma un ruolo che rappresenta lo spirito di un intero Paese. E tra tutti, proprio lui, un ragazzino che fino a ieri conduceva una vita comune: scuola, amici, scout, sport. Oggi, invece, è stato chiamato a incarnare i valori più alti dei Giochi: passione, talento, energia, rispetto.
Non si tratta solo di onorare il suo impegno personale: ciò che colpisce è il messaggio di riconoscenza e stima contenuto nelle parole della convocazione: “Il tuo impegno, la tua storia e i valori che rappresenti ci hanno convinti che sei la persona giusta per questo onore unico”.
“Mi sono sentito investito di una importante responsabilità – commenta Filippo – come un giovane ambasciatore, chiamato a portare non soltanto una torcia, ma il racconto emozionale di un’intera comunità”.
Il compito dei tedofori, come ricorda la lettera, è molto più profondo di quanto appaia: “Illuminare il cammino verso la Cerimonia di Apertura e dare luce anche ai sogni delle persone che osserveranno da vicino il passaggio della Fiamma Olimpica”.
Per un ragazzo della sua età, significa diventare ispirazione vivente: un simbolo di possibilità, di dedizione, di sogni che prendono forma, quelli di un giovane che questa mattina ha portato con sé l’energia dei Giochi e il calore della sua comunità.




