La
Attualità, Carpi, Territorio
Pubblicato il Gennaio 10, 2026

La Shell Eco-marathon come esperienza educativa all’Istituto “Leonardo da Vinci”

Una serata di dialogo e testimonianze ha offerto l’occasione per mettere in luce il valore umano ed educativo del progetto Shell Eco-marathon che da quasi vent’anni coinvolge studenti e docenti dell’Istituto Tecnico “Leonardo da Vinci” di Carpi.

Una serata di dialogo e testimonianze ha offerto l’occasione per mettere in luce il valore umano ed educativo del progetto Shell Eco-marathon che da quasi vent’anni coinvolge studenti e docenti dell’Istituto Tecnico “Leonardo da Vinci” di Carpi. L’incontro, che ha visto la partecipazione di imprenditori del territorio e dei ragazzi del progetto , è nato in occasione della donazione di un banco attrezzato al laboratorio scolastico da parte dell’associazione culturale “Gli Argonauti” di Carpi. Un gesto concreto che si inserisce all’interno di una collaborazione più ampia, capace di andare oltre la dimensione tecnica per diventare autentica esperienza di crescita personale, responsabilità e orientamento al futuro.

A spiegare le ragioni di questo sostegno è stato Thomas Bergamini, membro dell’associazione “Gli Argonauti”,  «Ci interessa innanzitutto non tanto il progetto perfetto – che funziona, perché i ragazzi sono bravi – ma soprattutto il valore educativo», ciò che colpisce maggiormente, secondo Bergamini, è l’impegno degli studenti: «Ci siamo accorti che questi ragazzi, seguendo professori appassionati, si appassionano a loro volta e vengono a lavorare quando magari gli amici sono a spasso». Un’esperienza che lascia un segno profondo: «Dalle competenze tecniche che imparano, ma anche da questo modo di essere curiosi e di approfondire le cose, ricevono un’educazione che poi li aiuterà nel mondo del lavoro».

La storia del progetto è stata ripercorsa da Stefano Covezzi, insegnante di laboratorio di tecnologia meccanica e coordinatore dell’iniziativa. «Insegno in questa scuola dal 1999 e coordino il progetto Shell Eco-marathon. Stasera stiamo raccontando la storia del nostro team, una storia nata nel 2006 con la prima partecipazione alla Shell Eco-marathon in Francia, con un veicolo a idrogeno». I primi risultati non furono esaltanti dal punto di vista della classifica, ma furono decisivi per avviare un percorso duraturo: «Arrivammo trentesimi, ma quella partecipazione ci diede comunque tantissima soddisfazione. Da allora non abbiamo mai smesso di lavorare a questo progetto». In quasi vent’anni, generazioni di studenti hanno contribuito alla sua crescita. «Siamo ormai al ventesimo anno di attività e i ragazzi non mancano: questa è una cosa che ci inorgoglisce tantissimo».

Sul significato della collaborazione con gli Argonauti, Covezzi ha parlato di un’esperienza «molto profonda e molto gioiosa», sottolineando come l’interesse non sia stato solo tecnico: «Da subito abbiamo notato una curiosità che andava oltre l’aspetto tecnico, legata al rapporto tra docenti e studenti». Un modo di fare scuola che passa anche dal laboratorio: «Si può fare didattica non solo con la lezione frontale, ma anche con attività manuali e tecnico-pratiche che portano inevitabilmente ad avere una relazione con lo studente a tutto tondo». Uno sguardo fiducioso accompagna il futuro: «Speriamo proprio di continuare, perché i ragazzi partecipano sempre con entusiasmo».

La voce degli studenti restituisce il volto concreto di questa esperienza. Stefania Ortado, studentessa del quinto anno di elettronica e automazione, partecipa alla Shell Eco-marathon da due anni e quest’anno ricopre il ruolo di team manager. «È molto importante per me svolgere questo ruolo, perché ho in mano un gruppo di ragazzi bravissimi, elettronici, meccanici e informatici, e insieme riusciamo a collaborare e a lavorare bene». La competizione ha una dimensione internazionale e vede il team carpigiano come unica scuola superiore italiana in gara. «Noi partecipiamo nella categoria prototipo con batteria elettrica. Quest’anno speriamo di portare la macchina nuova in gara, che è in lavorazione da ben l’anno scorso». Un ruolo, il suo, che assume anche un valore simbolico: «Nel team non c’è mai stata una team manager femmina. Essere la prima dà voglia anche alle altre ragazze di mettersi in gioco, perché l’elettronica e la meccanica non sono solo per i maschi».

Accanto a lei, Camilla Monari, anche lei al quinto anno di elettronica e automazione, è una delle pilote del team. «Sono la prima pilota donna del team, insieme a un’altra ragazza che frequenta il quarto anno». Alla domanda su cosa si provi a guidare il veicolo, la risposta è carica di emozione: «C’è molta adrenalina e un po’ di ansia prima della gara, ma quando si sale sulla macchina l’ansia scompare. Rimane il divertimento e un senso liberatorio: è molto bello». Lo sguardo è già rivolto al domani: «L’anno prossimo vorrei frequentare ingegneria elettrica all’Università di Bologna. Questa esperienza ha sicuramente inciso sulle mie scelte».

Il progetto Shell Eco-marathon si conferma così come un laboratorio di competenze, relazioni e speranza, dove la scuola diventa luogo di educazione integrale e di accompagnamento dei giovani verso il futuro, grazie alla passione dei docenti, al sostegno del territorio e all’entusiasmo degli studenti.

Daniele Losi

 

Dal 10 al 15 giugno il Circuito Silesia Ring in Polonia, ospiterà la 40^ edizione della Shell Eco-marathon Europe.ed è qui che scenderà in pista anche il prototipo Escorpio 2k25 costruito dagli studenti dell’Istituto Tecnico Industriale Leonardo da Vinci di Carpi.

 

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