Inaugurato l’Housing First, centro di ospitalità temporanea con 18 posti letto per l’emergenza abitativa
Un progetto pensato per garantire un tetto e un futuro ad adulti e nuclei familiari in condizioni di fragilità
di Gabriele Di Santo
Un taglio del nastro che segna non solo il recupero di uno storico immobile cittadino, ma soprattutto una risposta concreta all’emergenza abitativa del territorio, grazie alla collaborazione tra Unione Terre d’Argine e Asp. Giovedì 12 marzo ha aperto ufficialmente al pubblico il nuovo servizio di “Housing First – Centro di ospitalità temporanea per persone fragili senza fissa dimora”, situato in via Molinari 33 e destinato ad adulti e nuclei familiari in condizioni di fragilità. L’intervento, per un costo complessivo di 937 mila euro, è stato finanziato attraverso il Pnrr (500mila euro), risorse di Asp Terre d’Argine (365mila euro) e dell’UtA (50mila euro) e ha permesso la riqualificazione di un immobile delgi anni Sessanta, donato da un privato cittadino alle Opere Pie di Carpi, successivamente trasformata in Ipab e oggi Asp Terre d’Argine. L’edificio è noto come “ex casa delle suorine” in quanto in passato vi abitavano le religiose che prestavano servizio all’ospedale Ramazzini, alla casa di riposo Tenente Marchi e a quella di via Falloppia. Negli anni Novanta è stato affittato all’Ausl di Modena per ospitare infermieri provenienti dall’estero, per poi rimanere inutilizzato in “attesa di una nuova vita”, come ha affermato Enrico Diacci, presidente dell’Unione Terre d’Argine, “per restituire un’anima a questo luogo”. Secondo Diacci, la riuscita del progetto sta soprattutto nell’aver saputo conciliare “il servizio con piani educativi integrati”, ossia avere fatto dell’Housing First “un luogo in cui vengono promosse attività educative e formative per la vita”, come ha sottolineato anche Elena Cavicchi, responsabile dell’Area adulti e famiglie del progetto. “Nell’ambito del progetto – ha affermato Cavicchi – vi è un’equipe multidisciplinare per promuovere i percorsi possibili per guidare gli ospiti verso un’autonomia personale in modo tale che possano recuperare un contesto di vita sano e coerente”.




