Rubrica di spiritualità dei Fratelli di San Francesco /5
“Perché tutti dietro a te?”. Nella Quaresima dell’anno francescano le riflessioni dei Fratelli di San Francesco sugli episodi della vita del Santo
Dimorando una volta santo Francesco nel luogo della Porziuncola con frate Masseo da Marignano, uomo di grande santità, discrezione e grazia nel parlare di Dio, per la qual cosa santo Francesco molto l’amava; un giorno tornando santo Francesco dalla selva e dalla orazione, il detto frate Masseo volle provare sì com’egli fosse umile, e andando incontro a lui, quasi proverbiando disse: “Perché a te, perché a te, perché a te?”. Santo Francesco risponde: “che è quello che tu vuoi dire?”. Disse frate Masseo: “Dico, perché a te tutto il mondo viene dietro, e ogni persona pare che desideri di vederti e d’udirti e d’ubbidirti? Tu non sei bello uomo del corpo, tu non sei di grande scienza, tu non sei nobile, onde dunque a te che tutto il mondo ti venga dietro?”.
Udendo questo santo Francesco, tutto rallegrato in spirito rizzando la faccia al cielo, per grande spazio stette colla mente levata in Dio; e poi ritornando in sé, s’inginocchiò e rendette laude e grazia a Dio; e poi con grande fervore di spirito si rivolse a frate Masseo e disse: “Vuoi sapere perché a me? Vuoi sapere perché a me? Vuoi sapere perché a me tutto il mondo mi venga dietro? Questo io ho da quelli occhi dello altissimo Iddio, i quali in ogni luogo contemplano i buoni e i rei, quelli occhi santissimi non hanno veduto fra i peccatori nessuno più vile, né più insufficiente, né più grande peccatore di me, e però a fare quell’operazione meravigliosa, la quale egli intende di fare, non ha trovato più vile creatura sopra la terra, e perciò ha eletto me per confondere la nobiltà e la grandigia e la fortezza e bellezza e sapienza del mondo, perché si conosca che ogni virtù e ogni bene è da lui, e non dalla creatura, e nessuna persona si possa gloriare nel cospetto suo; ma chi si gloria, si glori nel Signore, a cui è ogni onore e gloria in eterno”. Allora frate Masseo a così umile risposta, detta con fervore, si spaventò e conobbe certamente che santo Francesco era veramente fondato in umiltà. (Fioretti di San Francesco, cap. X)
Quanto vale l’uomo per Dio
In questi giorni ad Assisi stiamo assistendo ad un evento straordinario, l’ostensione dei resti mortali del corpo di San Francesco che in pochissimo tempo ha fatto il tutto esaurito, circa 400 mila fedeli iscritti, per poter accedere alla Basilica inferiore dove, per la durata di un mese (fino al 22 marzo, è posta l’urna ai piedi dell’altare maggiore. Ma tutto questo per vedere soltanto un po’ di ossa, qualcuno potrebbe obiettare? In realtà questo mucchietto di ossa ci richiama ad una esperienza di vita cristiana così profonda che continua ancora ad affascinare l’uomo e la donna di oggi.
Dalla descrizione fatta dai biografi sappiamo che Francesco non era fisicamente uomo attraente e prestante, tantomeno teneva alla cura della propria immagine; ecco allora incalzante la domanda di frate Masseo: “perché a te?”, domanda che risuona con maggior forza in un tempo come il nostro posto sotto la tirannia dell’immagine e dell’apparire! Perché, dunque, ancora oggi tutti continuiamo ad andargli dietro, come disse allora sbigottito frate Masseo? Il messaggio che ne scaturisce è provocatorio: l’uomo non vale tanto per come appare, per i vestiti che indossa, per l’auto che possiede, per l’eloquenza del suo parlare o per le varie maschere che mette, ma al dire di Francesco “quanto l’uomo è davanti a Dio, tanto vale e niente più” (Ammonizione XIX).
Il valore della persona si misura non tanto su ciò che fa, ma per quello che è, immagine della bellezza di Dio, infinitamente amato e creato per fare risplendere a tutti la Sua luce. San Francesco nella sua grande umiltà, si gloriava solo nel Signore e tutti a Lui attirava. Oggi queste ossa parlano al nostro mondo inquieto e dolorante, bisognoso quanto mai della buona Notizia del Vangelo, desideroso della vera Bellezza e di quella pace che il poverello di Assisi dopo 800 anni riesce ancora a trasmettere.
Fratelli di San Francesco Convento di San Martino Secchia




