Settimana
Attualità, Chiesa, Cultura e Spettacoli, Modena
Pubblicato il Aprile 1, 2026

Settimana Santa, la Deposizione di Cristo dalla croce del Begarelli

Verso la Pasqua con la Deposizione di Cristo dalla croce, capolavoro in terracotta di Antonio Begarelli, maestro modenese del ‘500, che si può ammirare nella chiesa di San Francesco a Modena

di Virginia Panzani

 

Antonio Begarelli, Deposizione di Cristo dalla croce (1527-31), Modena, chiesa di San Francesco. In alto:  Cristo sorretto da San Giovanni apostolo, Nicodemo con le tenaglie, Giuseppe d’Arimatea e un altro personaggio; in basso, da sinistra, San Giovanni Battista, San Girolamo, la Vergine sorretta da tre Pie Donne, San Bonaventura, San Francesco.

 

Quella nobile bellezza

Metti un giovedì mattina di Quaresima come opportunità di approfondimento su una delle opere d’arte più belle non solo del patrimonio della Chiesa modenese ma anche – senza esagerare – nel panorama della scultura rinascimentale. Nei giorni scorsi una troupe di Notizie si è recata nella chiesa di San Francesco d’Assisi a Modena per realizzare un servizio video e fotografico della Deposizione di Cristo dalla croce di Antonio Begarelli, il massimo plasticatore modenese del ‘500. Le immagini serviranno per la meditazione che sarà proposta alla Giornata interdiocesana dei cresimandi, negli incontri con i genitori e con i ragazzi – il 16 e il 18 aprile prossimi – , a cura del Servizio per la catechesi dell’infanzia e preadolescenza in collaborazione con il Servizio beni culturali. Un’opera monumentale, situata nell’abside di sinistra della chiesa di San Francesco, che rappresenta uno dei vertici della produzione di Begarelli e si presta quale fonte di riflessione sui misteri della Passione e Morte di Gesù, che ci accingiamo a celebrare in questa Settimana Santa. Ne tratteggiamo qui alcuni aspetti.

Michelangelo e la terracotta di Begarelli

“Se questa terra diventasse marmo, guai alle statue antiche!”. E’ la celebre frase che, secondo le fonti – a partire da Lodovico Vedriani nel XVII secolo – Michelangelo avrebbe pronunciato passando da Modena e ammirando i gruppi plastici di Begarelli. Al di là che il Buonarroti si sia espresso o meno in tal modo, l’esclamazione tocca una delle grandi questioni della scultura: quella legata al materiale utilizzato.

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Bibliografia essenziale: si rimanda ai saggi contenuti in “Emozioni in terracotta. Guido Mazzoni Antonio Begarelli. Sculture del rinascimento italiano” a cura di Giorgio Bonsanti e Francesca Piccinini, catalogo della omonima mostra tenutasi a Modena, dal 21 marzo al 17 giugno 2009; “L’impronta di Dio nella terra. Itinerario teologico-spirituale attraverso quattro opere di Antonio Begarelli” a cura della Commissione Catechesi con l’Arte e dell’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici dell’Arcidiocesi di Modena-Nonantola (2009); Giorgio Bonsanti, Antonio Begarelli, Modena (1992).

 

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