Comunità Nuova, a Modena il ritiro quaresimale
Un momento rivolto ai responsabili e il personale degli uffici e dei Servizi diocesani
“Chi vuole essere primo sia vostro schiavo, fare tutto come servizio”. Una meditazione senza sconti quella che il vescovo Erio ha proposto a tutto il personale della Curia e dei Servizi pastorali di Modena e di Carpi nel corso del ritiro quaresimale lo scorso 27 marzo nella cappella del Seminario di Modena. Lo stesso brano scelto come icona evangelica, quello che narra della pretesa dei due discepoli di sedere l’uno alla destra e l’altro alla sinistra del Signore, non lascia spazio ad ambiguità. C’è il tema antico ma sempre attualissimo, fuori ma soprattutto dentro la chiesa, del complesso rapporto tra potere e servizio. Mons. Castellucci è andato diretto al punto: “ho l’impressione che chi usa il potere che ha, piccolo o grande che sia, per spadroneggiare sia la prima vittima del proprio potere, perché uccide dentro di sè la gioia.
Persone che spadroneggiano, anche quando lo fanno con un certo bullismo, sono tristi dentro, hanno un cuore vuoto. In genere chi spadroneggia è triste e chi serve autenticamente è gioioso, naturalmente con tutte le difficoltà, ma vive una gioia profonda. La gioia è la consapevolezza di essere amati da Dio e di dare gratuitamente ciò che si è ricevuto. La gioia così è il termometro della qualità del nostro servizio: siamo sempre affannati, delusi, siamo dispiaciuti perché non saliamo sui primi tre gradini del podio oppure siamo contenti se possiamo servire Dio? Il Signore ci ha fatto proprio per donarci, non per spadroneggiare. E’ questo che cambia la qualità della vita”. Quindi la preghiera finale “perchè chi spadroneggia, come tanti che hanno potere oggi, possano essere toccati dal Signore altrimenti c’è veramente il rischio che questa umanità sia travolta da chi spadroneggia. Preghiamo allora per la pace, per la pace fra di noi, per la pace nelle nostre città, nelle nostre comunità e tra i popoli”.
L.L.




