17 aprile, Beata Maria Anna di Gesù (Navarro)
La mistica dell’Ordine della Mercede
Gli inizi della sua vita non furono facili, nacque a Madrid il 21 gennaio 1565, figlia di Ludovico Navarro di Guevara e Giovanna Romero; da giovinetta decise di consacrarsi a Dio, ma l’opposizione dei genitori la bloccò, perché decisi a farla sposare. Per farla accettare il matrimonio, il padre la relegò in cucina sotto il controllo di una scontrosa serva; dopo la morte della madre, a questa umiliazione si aggiunsero i maltrattamenti della matrigna. Finalmente lasciata libera di scegliere il suo avvenire, cercò di entrare in vari Ordini religiosi, ma non venne accettata a causa di una infermità che le impediva di usare liberamente le mani. Fu costretta così a rifugiarsi in una cameretta vicino alla chiesa dei Mercedari Scalzi, dove condusse una vita tutta tesa alla ricerca di una interiore spiritualità; poi si spostò in una stanzetta attigua alla chiesa stessa.
Trascorsero lunghi anni di preghiere e penitenze, finché fu accettata nell’Ordine della Mercede (fondato da San Pietro Nolasco nel 1218), l’abito le fu imposto il 4 aprile 1613 a 48 anni, dal Maestro Generale dei Mercedari Guimerand, che l’anno successivo ricevette anche la sua professione. Quindi divenne religiosa mercedaria nella sua casetta, dove si dedicò alle opere di carità verso i bisognosi, visitando gli ammalati e facendosi conoscere da tutti per le sue virtù. Numerose furono le sue esperienze mistiche. A lei si aggiunse come domestica Caterina di Cristo, che purtroppo con il suo carattere scontroso e bilioso, più che aiutarla e curarla, mise a dura prova la sua pazienza.
A 59 anni fu assalita da una grave forma di pleurite che la portò alla tomba il 17 aprile 1624. Il cardinale Di Trejo, arcivescovo di Malaga, che per 14 anni ebbe familiarità con Maria Anna di Gesù, ne scrisse una lunga e particolareggiata relazione della vita e delle virtù. Il suo corpo sia nel 1627, data della prima ricognizione, sia nelle successive del 1731, 1765, 1924 è rimasto incorrotto e odoroso. Papa Pio VI il 25 maggio 1784, la proclamò beata nella basilica vaticana. La festa liturgica si celebra il 17 aprile. (tratto da santi e Beati)
La devozione a San Vincenzo Ferreri in Diocesi di Carpi
Diverse sono le chiese in diocesi che ospitano immagini di San Vincenzo Ferreri che si ricorda il 5 aprile, pro-tettore dei campi e soprattutto dell’arte del truciolo, arte molto diffusa nella nostra zona soprattutto a Carpi. Ne possiamo ammirare l’iconografi a nelle parrocchiali di Limidi, Quarantoli, Fossa, Novi, Tramuschio dove troviamo dipinti raffiguranti il santo, ma anche in altre tele nelle quali San Vincenzo si associa ad altri santi. Due invece sono gli oratori a lui dedicati; uno nel territorio parrocchiale di Gargallo presso la villa già Pallotti, posto all’inizio del parco; si tratta di costruzione semplice con facciata timpanata, di aspetto tradizionale.
L’altro, intitolato a San Vincenzo Ferreri e a Sant’Eurosia, anch’essa protettrice dei campi, appartiene al complesso di Villa Carolina, ora Faglioni. Costruito nel 1773 su progetto di Carlo Lugli ha facciata timpanata con volute e mensole in terracotta che conferiscono all’edificio un aspetto singolare ed altrettanto unico. All’interno si trovano decorazioni in stucco di Pietro Ferretti ed altre, ad effetto prospettico, riconducibili ad Alessandro Brusati. Un ricco arredo completa l’aula, che trova il culmine nella tela dell’altare raffigurante la Vergine ed i santi Eurosia e Vincenzo, opera assegnabile allo stesso Brusati, dalla pala del Crespi in San Nicolò.




