Carpi. E’ il giorno del Patrono San Bernardino da Siena “Pace, nel nome di Gesù”
Il 20 maggio alle ore 18 in Cattedrale il Pontificale in onore del Santo Patrono
“Pace, nel nome di Gesù!”. E’ c0n questo proposito che ha animato l’ardente predicazione di San Bernardino da Siena che la Città e Diocesi di Carpi si apprestano a celebrare la festa del Santo Patrono. Al culmine di una settimana di eventi culturali e ricreativi è giunto il giorno della memoria liturgica, il 20 maggio, che prevede due momenti:
- Ore 17.15 Chiesa di San Bernardino da Siena
Vespri e processione con il busto di San Bernardino da Siena – Accompagnano il Corpo bandistico Città di Carpi e l’Unitalsi
- Ore 18.00 – Cattedrale
Pontificale presieduto da S.E. Mons. Erio Castellucci, Vescovo di Carpi, alla presenza delle Autorità Civili e Militari, dei Rappresentanti delle associazioni cattoliche e del Volontariato. Animano la celebrazione le Corali Riunite della Diocesi di Carpi. Durante la celebrazione verrà conferito il Premio Mamma Nina. La celebrazione sarà trasmessa in diretta su TVQUI – Canale 110.
San Bernardino da Siena
Massa Marittima, Grosseto, 8 settembre – L’Aquila, 20 maggio 1444
Canonizzato nel 1450, cioè a soli sei anni dalla morte, era nato nel 1380 a Massa Marittima, dalla nobile famiglia senese degli Albizzeschi. Rimasto orfano dei genitori in giovane età fu allevato a Siena da due zie. Frequentò lo Studio senese fino a ventidue anni, quando vestì l’abito francescano. In seno all’ordine divenne uno dei principali propugnatori della riforma dei francescani osservanti. Banditore della devozione al santo nome di Gesù, ne faceva incidere il monogramma «YHS» su tavolette di legno, che dava a baciare al pubblico al termine delle prediche. Stenografati con un metodo di sua invenzione da un discepolo, i discorsi in volgare di Bernardino sono giunte fino a noi. Aveva parole durissime per quanti «rinnegano Iddio per un capo d’aglio» e per «le belve dalle zanne lunghe che rodono le ossa del povero». Anche dopo la sua morte, avvenuta alla città dell’Aquila, nel 1444, Bernardino continuò la sua opera di pacificazione. Era infatti giunto morente in questa città e non poté tenervi il corso di prediche che si era prefisso. Persistendo le lotte tra le opposte fazioni, il suo corpo dentro la bara cominciò a versare sangue e il flusso si arrestò soltanto quando i cittadini dell’Aquila si rappacificarono. (da Santi e Beati)




