8xmille, dalla firma alle opere
Ecco come sono stati utilizzati i fondi destinati alla diocesi di Carpi.
Nel corso della riunione del 20 giugno scorso il Consiglio Diocesano per gli Affari Economici (CDAE) presieduto dal vescovo Erio Castellucci, ha approvato, come prevede la prassi, il Rendiconto sull’utilizzo dei fondi 8xmille del 2025, pubblicato in questa pagina. Come aveva anticipato don Flavio Segalina, economo diocesano e vicario episcopale per l’amministrazione, nell’intervista rilasciata a Notizie sul n. 20 del 31 maggio, “anche il rendiconto del 2025 ha mantenuto sostanzialmente gli stessi importi e le stesse ripartizioni tra i due ambiti previsti, attività di culto e pastorale e interventi caritativi, del 2024, e nel dettaglio rispondono a quanto stabilito nel rendiconto preventivo che si approva ad inizio anno”. Opportuno riprendere anche le altre precisazioni fornite dall’Economo rispetto ad una corretta interpretazione delle varie voci riportate nel rendiconto, in particolare “tra le attività di culto e pastorale non rientrano le retribuzioni dei sacerdoti incardinati nella diocesi e neppure i sacerdoti secolari e religiosi che sono in servizio pastorale tramite convenzioni.
Qui rientrano le spese per la gestione degli uffici pastorali e di Curia, e, dove possibile, i contributi alla vita e ai bisogni delle parrocchie. Anche sull’integrazione delle spese della ricostruzione la Diocesi interviene solo con fondi propri e non attingendo all’8xmille, ci sono interventi che godono di contributi dell’8xmille, che vengono richiesti su progetti specifici, riconosciuti dalla Cei con contributi dedicati, ad esempio interventi di manutenzione straordinaria di edifici di culto e pastorale, per il recupero di opere d’arte, organi, impianti di allarme e di video sorveglianza”. Per gli interventi caritativi si può notare come “quasi il 50% dei fondi per la carità sono affidati alla Caritas Diocesana. Poi – spiega don Segalina – c’è attenzione per altri Enti come le realtà educative dell’Orato-rio cittadino Eden, anche la scuola professionale Nazareno, siamo andati incontro alle necessità della parrocchia di Mortizzuolo”.
La pubblicazione del Rendiconto, non è solo un atto formale richiesto alle Diocesi da parte del Servizio nazionale, ma è un contributo alla trasparenza nei confronti di fedeli e cittadini che con la loro firma hanno contribuito a sostenere la Chiesa nelle sue molteplici espressioni e funzioni. A proposito di firme c’è ovviamente preoccupazione per il calo riscontrato in questi ultimi anni nonostante il grande sforzo comunicativo che ha visto coinvolti direttamente i settimanali diocesani e i media cattolici ma anche una incisiva campagna di comunicazione pubblica.
“Il sistema di assegnazione dei contributi – ricorda don Segalina – così come definito con lo Stato italiano consente per una certa quota di attenuare la contrazione del numero delle firme. Se poi il contesto economico del Paese è abbastanza positivo come in questi anni, aumenta il livello contributivo di cittadini e imprese e ne beneficiano tutte le realtà destinatarie dell’8xmille, non solo la Chiesa cattolica. L’altro aspetto fondamentale che andrebbe compreso è che al contribuente la firma dell’8xmille non costa nulla. Di fatto con questa modalità si aiuta la Chiesa senza essere penalizzati nel reddito o nella tassazione. Questo non è poco e va chiarito a tutti”.
Luigi Lamma




