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13 Agosto 2026Quando il carcere è un ponte con la città /2. L’impegno di Porta Aperta
Notizie dal carcere, una rubrica a cura di Eortè per uno sguardo su lavoro, comunità e territorio
Il Coordinamento delle realtà che operano nella Casa Circondariale Sant’Anna nasce dalla convinzione che il carcere sia una responsabilità dell’intera comunità. Associazioni, cooperative ed enti mettono in rete competenze, esperienze e risorse per costruire una presenza condivisa, capace di dialogare con le istituzioni e di promuovere dignità, inclusione e percorsi concreti di reinserimento. Di seguito presentiamo alcune delle realtà che fanno parte di questa rete.
Porta Aperta al Carcere
Il carcere è una realtà presente tra le case della nostra città, ma rimane a tutti ben nascosta. Troppo spesso preferiamo distogliere lo sguardo, anche se Gesù, nel suo Vangelo, della cura ai carcerati non si dimentica. Per questo, già da prima degli anni 70, quando la Casa Circondariale era ancora in via Sant’Eufemia, l’Associazione di Volontariato, Porta Aperta si è impegnata col suo piccolo gruppo di volontari, alcuni dei quali sono tutt’ora attivi. Negli ultimi anni si è occupata nello specifico di reperire e distribuire indumenti e calzature ai detenuti, garantendo la sua presenza all’interno della struttura due mattine la settimana.
Si tratta di un piccolo servizio, molto pratico, che per i tempi e i modi in cui si deve svolgere, purtroppo non permette la partecipazione di molte persone. La raccolta di vestiario, che sia nuovo o usato ma comunque in buono stato avviene tramite parrocchie, associazioni, enti pubblici o privati ed associazioni sportive. Grazie al contributo di Caritas Diocesana il progetto riesce ad acquistare anche la biancheria, indumenti, calzature e asciugamani per circa una cinquantina di detenuti a settimana. Per operare l’associazione fa riferimento al suo statuto che esplicitamente cita il ruolo dei volontari come complementare rispetto a quello degli operatori istituzionali.




