Il missionario laico della Comunità Papa Giovanni XXIII, Cristiano Seghedoni parla del suo servizio in Cile
La testimonianza si è tenuta lo scorso 22 giugno, nell’oratorio della parrocchia di San Faustino a Modena
Lo scorso 22 giugno, nell’oratorio della parrocchia di San Faustino a Modena, Cristiano Seghedoni, missionario laico modenese della Comunità Papa Giovanni XXIII, ha portato la sua testimonianza di fede e di servizio in Cile. La sua storia parte da un’infanzia segnata dalla violenza domestica e da profonde ferite familiari. Una sofferenza che, negli anni della giovinezza, lo ha portato a cadere nella tossicodipendenza. Dopo un grave incidente che gli ha lasciato conseguenze permanenti, è arrivata però la svolta: il percorso di recupero in una comunità terapeutica fondata da don Oreste Benzi.
La scelta di stare sempre con i poveri
“Mi sono svegliato in ospedale e mi sono chiesto cosa ci facessi lì. Ho capito che dovevo cambiare vita”, ha raccontato. Riscoprendo la fede ricevuta da bambino, ha maturato la convinzione che la sua esistenza dovesse essere messa al servizio dei poveri. Ha così accettato la proposta missionaria della Comunità, partendo per il Cile, dove vive ormai da oltre vent’anni. A Santiago ha lavorato inizialmente con i ragazzi di strada e con minori provenienti da contesti di estrema marginalità. “Dietro l’apparenza di ragazzi ‘cattivi’ ci sono bambini che hanno un’anima, pregano, piangono, cercano affetto e qualcuno che creda in loro”.




