Fine vita, il modello Modena diventa scuola
La “cura condivisa” al centro del sistema sanitario
di Maria Silvia Cabri
Prendersi cura di una persona nel momento più vulnerabile della propria esistenza non significa semplicemente tentare di guarire una patologia, ma accompagnarla con competenza, rispetto e un ascolto profondo in ogni istante del percorso. Nella nostra provincia, questo approccio non è un mero auspicio etico, ma una pratica quotidiana strutturata, capace di trasformarsi in un modello d’eccellenza a livello nazionale. A certificarlo è un importante studio scientifico firmato dai professionisti dell’Ausl di Modena, tra cui il responsabile della Rete di Cure Palliative, Paolo Vacondio, insieme alle colleghe del Dipartimento di Cure Primarie Katia Assimakis e Lucia Cavazzuti, in stretta collaborazione con i medici di medicina generale Alice Serafini, Anna Tusini, Maria Grazia Bonesi e Marco Bonfatti. La ricerca, che offre una fotografi a nitida della realtà territoriale, è stata pubblicata sulla prestigiosa rivista Recenti Progressi in Medicina.




