Schiavi (Confagricoltura Modena): “Le pere non ce la fanno più”. Chicchi come albicocche e grandine record devastano la Bassa modenese
"Questo non è un semplice temporale estivo, ma un evento con una forza inaudita che colpisce colture già provate da anni difficili”
Francesco Schiavi e alcuni “chicchi” di grandine
di Maria Silvia Cabri
Il maltempo torna a fare paura nella Bassa Modenese. Nella mattinata di questo lunedì, 20 luglio, una violenta e improvvisa grandinata si è abbattuta su diversi centri della pianura, lasciando dietro di sé apprensione e una prima conta dei danni.
Le segnalazioni ritraggono uno scenario impressionante a Novi, Concordia, San Prospero, Cavezzo e Solara. Le immagini parlano chiaro: sui palmi delle mani e all’interno di recipienti si notano chicchi di ghiaccio dalle dimensioni straordinarie, che misurati con il metro raggiungono e superano i 6-7 centimetri di diametro, paragonabili per grandezza a vere e proprie palle da tennis o albicocche-
Non c’è tregua per le campagne della Bassa, colpite all’alba da questo nuovo e devastante nubifragio accompagnato da grandine di eccezionale violenza. Chicchi enormi si sono abbattuti su frutteti, vigneti e coltivazioni di pomodori proprio alla vigilia della raccolta, azzerando mesi di lavoro e infliggendo un colpo durissimo a un comparto già in ginocchio per le recenti calamità, come la tromba d’aria del 15 luglio.
A tracciare il bilancio a poche ore dall’ondata di maltempo è Francesco Schiavi, presidente di Confagricoltura Modena, che fotografa una situazione d’emergenza estesa a gran parte del settore nord-ovest della provincia.
“L’inferno di ghiaccio e acqua si è scatenato improvvisamente tra le sei e le otto del mattino. Erano previsti 8-10 mm di pioggia senza vento. Invece ne sono scesi dai 30 ai 40 mm, dipende dalla zona. Se nei centri urbani si registrano soprattutto imponenti accumuli pluviometrici – con punte di 30-40 millimetri di pioggia – la furia della grandine si è concentrata in modo particolare tra Novi e Concordia, estendendosi a San Possidonio, Cavezzo e alla frazione carpigiana di Cortile, nonché a Rovereto, oltre a Sant’Antonio Mercadello. Nel mirino del maltempo sono finite le colture più fragili e prossime alla messa in cassa: particolarmente colpite le pere, i vigneti e i frutteti, oltre ai pomodori”.
“Le pere non ce la fanno più – sottolinea Schiavi -. Siamo di fronte a un disastro per l’ortofrutta. Questo non è un semplice temporale estivo, ma un evento con una forza inaudita che colpisce colture già provate da anni difficili”.
Il nubifragio odierno riapre drammaticamente la ferita del 15 luglio scorso, quando una tromba d’aria aveva flagellato il territorioarrivando a scardinare persino i pannelli fotovoltaici della sede provinciale di Confagricoltura in via Diena a Modena. A preoccupare gli agricoltori non è solo l’intensità dei fenomeni, ma la loro imprevedibilità e il ripetersi in orari insoliti, come le prime ore del mattino.
Sul fronte dei ristori, il presidente di Confagricoltura evidenzia che la quasi totalità delle aziende ortofrutticole e dei produttori di pomodori risulta fortunatamente coperta da assicurazioni, mentre la situazione resta più scoperta e complessa per i cereali. Nel frattempo, i tecnici di campagna sono già al lavoro per concordare i necessari trattamenti fitosanitari e scongiurare infezioni fungine sulle piante lesionate.
In questo scenario di emergenza, l’associazione serra le file anche sul piano organizzativo locale: per l’area di Carpi e delle Terre d’Argine, il punto di riferimento per i soci è il delegato di zona Renzo Pelliciari, pronto a raccogliere le segnalazioni delle aziende colpite e a coordinare l’assistenza tecnica in stretto contatto con gli uffici provinciali.




