San Possidonio, il Crocifisso che cammina da 220 anni
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Pubblicato il

25 Agosto 2026

San Possidonio, il Crocifisso che cammina da 220 anni

Domenica sera la Processione Storica del crocifisso ha attraversato il paese per la duecentoventesima volta. Un gesto nato per salvare una croce dai saccheggi napoleonici, che da due secoli rimette insieme parrocchia, Comune e Associazioni.

220° edizione della Processione storica del Crocidfisso a San Possidonio

Nel 1806, a Concordia, il Marchese Tacoli decise che il Crocifisso seicentesco custodito dai frati cappuccini non doveva finire nelle mani delle truppe napoleoniche. Lo portò a San Possidonio, nella chiesa parrocchiale. Domenica sera, alle diciannove, quel Crocifisso ha rifatto la stessa strada per la duecentoventesima volta: la Processione Storica  è partita da via Andreola accompagnata dal parroco, dai fedeli, dal Battaglione Estense e dalla filarmonica Giustino Diazzi di Concordia, e si è chiusa con un momento di preghiera sul sagrato parrocchiale.

Non è una rievocazione qualsiasi. È tra le più antiche della Bassa modenese e della Diocesi di Carpi, ed è iscritta nella Mappa delle rievocazioni storiche dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale del Ministero della Cultura. Anche il punto di partenza dice qualcosa: via Andreola numero uno è la casa natale di don Giuseppe Andreoli, martire del Risorgimento.

«Per i Possidiesi questa processione è un’eredità: eredità storica ed eredità spirituale, perché ci rimanda alla vittoria di Cristo nei confronti di ogni sofferenza umana, di ogni violenza», ha spiegato don Jean François Tsiarosoa, parroco di San Possidonio dal novembre 2024. «Per i Possidiesi è anche un motivo per sentirsi uniti nella stessa comunità, nello stesso paese.»

Gli abiti sono d’ispirazione ottocentesca, e quest’anno il Battaglione Estense ha scelto di seguire il modello napoleonico, per avvicinarsi il più possibile al vero. «Per San Possidonio è continuare un’identità di paese, una tradizione, un ricordare ciò che è veramente accaduto», ha raccontato Sandra Marazzi, che sfila in costume di dama dei primi dell’Ottocento. «È l’emozione di poter fare qualcosa per il proprio paese, di poter dire: anche quest’anno ci sono, sono qui insieme agli altri compaesani.»

Dietro la Croce, ha camminato tutto il paese. Che per cinque giorni, dal 21 al 25 agosto, ha visto uniti Parrocchia, Amministrazione Comunale, Pro Loco, circolo ANSPI, Caritas e consulta del Volontariato «L’organizzazione raccoglie tutte le energie, le collaborazioni e la partecipazione un po’ di tutta la cittadinanza», ha osservato Agnese Zona, dell’organizzazione della sagra. «Vuole proprio essere una festa di paese, una festa di comunità, che raccoglie tutte le anime di San Possidonio.»

Sul sagrato, alla fine del corteo, don François ha ringraziato chi era arrivato anche da fuori paese e ha parlato del bisogno «della pace del cuore» e «della giustizia per il mondo intero». Poi ha dato la parola alla sindaca. «È sempre un onore partecipare alla processione storica», ha detto Veronica Morselli. «È bello vedere, durante il percorso, persone che si aggiungono a ogni tappa. Credo che sia un po’ questa la finalità della nostra processione, della nostra sagra.»

Il Crocifisso è tornato in chiesa. Fra un anno qualcuno lo rimetterà in strada, per la duecentoventunesima volta.