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23 Ottobre 2026Le radici della morale: il grooming
Etica della vita, una rubrica di Gabriele Semprebon
In questi anni sono tante le pubblicazioni che cercano di dare una spiegazione alla nascita della morale, o meglio ancora, all’etica, ovvero, ciò che governa le relazioni tra i gruppi di esseri umani. Tra queste pubblicazioni emergono alcuni testi che sottolineano come la morale, quindi il comportamento religioso relativo ad una legge dono di Dio, in realtà, non è altro che una naturale capacità dell’essere umano di vivere insieme con il suo simile. In buona sostanza, non c’è bisogno di Dio per fondare una morale. Per dimostrare questo occorre andare molto indietro nel tempo, quindi, i testi si rifanno sempre all’uomo delle origini, in cui, per sopravvivere, si sviluppa il bisogno di formare gruppi sociali ampi, con l’esigenza di aiutarsi a vicenda, di organizzare la propria vita su norme non scritte che permettano di approfondire i legami e quindi la sicurezza dell’esistenza.
La coesione di questi grandi gruppi era assicurata dal grooming , dalla pulizia reciproca che manteneva e consolidava i rapporti. La prima fondamentale trasformazione morale dell’essere umano deriva proprio da qui, dalla cooperazione dei singoli che plasmano una morale umana che consiste nell’accantonare il proprio interesse a favore di un bene comune, un bene che va a vantaggio di tutti. La nascita della cooperazione umana è da intendere quindi come la grande decisiva trasformazione morale della nostra specie. Certamente non è da sottovalutare questa considerazione ma nemmeno può scalzare ogni forma di morale religiosa che vede Dio come fondamento di norme che orientano il comportamento. Correttamente credo che occorra interpretare l’etica o anche la morale come frutto di una serie di elementi che non si escludono a vicenda ma che si integrano diretti a costruire un buon uso dei rapporti umani.




