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31 Ottobre 2026Sociale. In occasione del 40° dell’Ushac inaugurata la cooperativa “Casa e Pasta”
Un’attività inclusiva per dare lavoro a cinque giovani nella produzione di pasta fresca
Quale modo migliore per festeggiare il 40° di attività se non quello di tenere a battesimo una nuova realtà, sbocciata direttamente da quella radice? Così è stato per l’Ushac di Carpi, dal sogno di Armando Violi ad oggi sono passati 40 anni, nel frattempo il testimone è passato a Carlo Alberto Fontanesi che lo ha raccolto e con una buona dose di tenacia ha fatto crescere un’associazione che spazia dallo sport al tempo libero e ha dato vita ad una cooperativa che promuove l’inclusione lavorativa di cinque ragazzi e ragazze con disabilità: “Casa e pasta”. Grande festa allora e tante autorità, sabato 31 ottobre al Circolo Guerzoni, per tenere a battesimo “Casa e pasta”: il sindaco Riccardo Righi, l’assessora Tamara Calzolari, la dirigente dei servizi sociali Sabrina Tellini, la rappresentante di Legacoop Catia Toffanello, mons. Gildo Manicardi e poi gli “amici” che con la loro esperienza hanno aiutato e indirizzato i primi passi della nuova cooperativa, Sergio Zini del Nazareno e Dario Forghieri de La Bella Sfilza di Concordia. “Ci auguriamo – ha detto Carlo Fontanesi – di dare inizio ad un futuro con l’avvio di altri servizi nell’ambito della ristorazione, aumentando il numero degli operatori coinvolti. Sarà importante fare esperienza ogni giorno. Abbiamo preso ispirazione da tante realtà presenti sul nostro territorio della provincia di Modena, sono tante ma non sono mai troppe perché in ogni luogo c’è bisogno di dare opportunità di lavoro”. Guardando all’immediato “partiamo da un nucleo di dieci soci e tre dipendenti effettivi e tre volontari, che presto vogliano aumentare, per rispettare il rapporto previsto dalla legge tra soci e volontari. Purtroppo – spiega Fontanesi – per effetto delle normative presenti non è possibile assumere tutti perché questo causerebbe la perdita di sussidi già riconosciuti alle persone disabili. Abbiamo bisogno di aumentare i soci della cooperativa e presto metteremo a disposizione la modulistica necessaria”.
Nel suo intervento Zini ha evidenziato la necessità per le cooperative sociali di avviare modalità più partecipate di integrazione con il territorio coinvolgendo nelle loro iniziative altre cooperative, associazioni e l’amministrazione comunale. Toffanello dal canto suo ha evidenziato come da un punto di vista dell’impresa siamo di fronte a realtà molto fragili che per la loro sostenibilità necessitano di sostegni derivanti dal contesto sociale in cui operano. Ha inoltre rimarcato un tema molto caro a tutto il settore della cura, ovvero l’assenza di professionisti dedicati, per i quali è sì necessario un riconoscimento sociale ma serve anche quello economico. Dario Forghieri ha portato la sua esperienza con La Bella Sfilza, spiegando cosa vuol dire lavorare con persone speciali: “Mi ha aiutato come persona – racconta Forghieri – mi sono accorto che è più facile lavorare con loro, perché ci mettono quella voglia e quella passione che è difficile trovare anche in giovani che hanno compiuto un percorso formativo specifico. Mettiamo le persone al centro per noi non è uno slogan, è vita vissuta ogni giorno. Ho commesso tanti errori perché a lavorare con questi ragazzi si impara facendo e sbagliando, non è scritto in nessun manuale. Cerco sempre di spingere avanti l’obiettivo ma mi rendo conto che l’importante è seguire i loro ritmi”. A Tamara Calzolari il compito di fare sintesi, intanto partendo dai ringraziamenti all’Ushac e a tutti i volontari che sono impegnati nelle varie attività, poi ha rilevato come la presenza dell’Ushac abbia rianimato il Circolo Guerzoni, in un’ottica intergenerazionale. Mons. Manicardi ha preso la parola per complimentarsi per l’avvio di questa nuova realtà di inclusione dove “pasta” per noi emiliani richiama il termine “pane”, quel “pane quotidiano” che invochiamo nel Padre Nostro e che ha invitato a recitare insieme prima della benedizione alla nuova cooperativa, a chi vi opera e a chi la sostiene.
Al termine dei discorsi ufficiali, “suonato mezzogiorno”, c’è stato il taglio del nastro ufficiale che ha sancito l’avvio dell’attività della nuova cooperativa “Casa e Pasta”. Dopodichè le rezdore del Guerzoni hanno letteralmente “buttato la pasta” per offrire a tutti i presenti, ben più di un piacevole assaggio di tortelli d’erbetta, di zucca, di speck e patate e i tipici “balanzoni” bolognesi che hanno molto apprezzato.




