I molti padri della protesta con No Vax e No Green Pass e rischio di passo del gambero
Il Settimanale, In punta di spillo, Rubriche

Pubblicato il

28 Ottobre 2021

I molti padri della protesta con No Vax e No Green Pass e rischio di passo del gambero

 

Ho negli occhi le scene di protesta e di violenza che i sedicenti No Vax e no Green Pass stanno seminando nelle strade e nelle piazze d’Italia. Dopo Roma e Milano, ora a Trieste. E se la devastazione della sede della Cgil a Roma ha messo in circolazione i paladini dell’antifascismo, non altrettanto forte sembra la reazione mediatica e della gente per una città come Trieste. Una città complessa, restituita all’Italia solo nel 1954, e per conquistare la quale la Prima Guerra mondiale aveva visto scorrere il sangue di centinaia di migliaia di soldati. Una città, che fu il più grande porto degli Asburgo, crogiuolo di etnie e di tutto quel patrimonio culturale della Mitteleuropa che qui riversò la sua migliore contaminazione nel corso dei secoli.

Ma non è tanto di Trieste che voglio parlare. Ciò che sta accadendo là, così come in altre parti d’Italia, mi colpisce e mi indigna. E se ne voglio scrivere è solo per sputare il rospo, prima che mi passi la rabbia e l’emozione si acquieti. Non sono arrabbiato con chi ha fondati motivi per rifiutare il vaccino. Ce l’ho con chi fa di questa campagna anti vaccino un pretesto per scendere in piazza e spaccare tutto. La verità che emerge sempre più evidente è che queste manifestazioni di protesta hanno ormai molti padri ispiratori, spesso di estremismo opposto, che strumentalmente si coprono dell’ipocrita giustificazione del diritto alla libertà per mascherare le loro reali intenzioni. A Trieste, non c’era solo una minoranza di portuali, peraltro pacifici nel manifestare il loro dissenso.

A fingersi solidali con loro c’era gente venuta da ogni dove a fomentare il disordine. Professionisti del caos, che hanno il solo scopo di destabilizzare il Paese con le loro azioni di guerriglia. Fascisti, anarchici, Centri sociali, Sinistra extra parlamentare. Eredi in versione No Vax di quelli che furono i Black Bloc di Gelingue, nova, i Forconi di qualche anno fa, i No Tav della Val di Susa, i Gilet gialli francesi… Verso questa categoria di nullafacenti (come si mantengono da vivere?) lo Stato è chiamato a mostrare tutta la fermezza possibile. A tutti i cittadini, a cominciare dai No Vax e No Green Pass, è chiesto di prendere le distanze e distinguersi da loro.

Avere tanti numeri in piazza può essere considerato vantaggioso, ma nulla, più della violenza, è in grado di vanificare anche la migliore delle cause. I politici, che nei vari Talk Show, tentano di giustificare queste manifestazioni, cercando di averne qualche vantaggio nelle urne, sappiano che a fronte di qualche voto in più portato a casa da questi facinorosi, rischiano di avere un’emorragia di voti da quei cittadini che sanno ancora ragionare con la propria testa.

Un ultimo accorato pensiero lo vorrei dedicare a tutti coloro che, a vario titolo, rifiutano il vaccino e di conseguenza l’uso di un Green Pass. Semplicemente invitandoli al buon senso. In Italia, per Covid, abbiamo già perso oltre 130 mila persone. Una città di media grandezza, scomparsa completamente. Ora che il virus ha rallentato, abbiamo circa 1700/1800 morti al mese. Un bel paesotto che sparisce ogni trenta giorni. In Inghilterra, proprio per aver allentato le misure preventive e di sicurezza, si stanno avviando verso i centomila infetti al giorno. Paesi come la Russia e la Romania hanno morti e ricoveri in numeri non più accettabili. La Lituania ha reintrodotto il Lockdown e il coprifuoco. Vogliamo tornare a questo?

Cari amici, con la vostra scelta voi vi fate carico di una responsabilità sanitaria, sociale ed economica non da poco. Avete presente che da voi dipende in gran parte l’esaurirsi della pandemia? Come ha ricordato il presidente Draghi, se oggi l’Italia viaggia economicamente meglio di altri Paesi europei, questo è anche grazie alla migliore gestione della lotta al Covid 19. Per il futuro, in caso contrario, c’è il rischio fondato del passo del gambero. Ovviamente con le conseguenze che pagheremo tutti insieme, grazie soprattutto a quella che voi chiamate libertà. Ma che lo è solo per voi e a modo vostro.

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