Istituito
Attualità, Territorio
Pubblicato il Marzo 26, 2024

Istituito a Modena il tavolo sulla disabilità

Presenti il Prefetto Alessandra Camporota, il Presidente della Provincia Fabio Braglia e l’Arcivescovo di Modena-Nonantola Don Erio Castellucci

Tavolo disabiltà prefettura Modena

 

 

Nei giorni scorsi, promossa dal Prefetto Alessandra Camporota, dal Presidente della Provincia Fabio Braglia e dall’Arcivescovo di Modena-Nonantola Don Erio Castellucci, si è tenuta una significativa e importante riunione finalizzata alla istituzione di un Tavolo di coordinamento sulla disabilità.

All’incontro, oltre ai promotori dell’iniziativa, erano presenti i vertici delle Autorità sanitarie e scolastiche della provincia e i massimi rappresentanti del Comune di Modena e delle Unioni dei Comuni,  oltre che, il Presidente di Anffas, il Prof. Gianni Ricci e la Dr.ssa Elisa Bortolazzi.

La disabilità rappresenta uno dei temi più importanti della società moderna, non solo dal punto di vista umano, ma anche da quello strategico, in quanto investe ambiti come la Scuola, la Sanità, il tempo libero e il mondo del lavoro.

Alla luce di tali considerazioni, la riunione ha consentito di avviare un confronto con i responsabili di tutte le Istituzioni del territorio per l’adozione di misure concrete finalizzate a mettere in rete le numerose iniziative attivate  in provincia e per individuare azioni in grado di abbattere il muro ancora esistente tra le persone con disabilità e gli altri.

L’obiettivo del Tavolo di coordinamento è quello di perseguire le seguenti finalità:

  • censire e rendere accessibili le esperienze presenti nel territorio rispetto alle diverse tipologie di disabilità;
  • individuare le criticità e i benefici che le persone con disabilità e le loro famiglie incontrano in ambito sanitario, scolastico, nelle attività del tempo libero e del lavoro;
  • sperimentare progetti utili a migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità.

L’iniziativa ha incontrato il favore di tutti i presenti, che hanno aderito con entusiasmo al progetto, nella convinzione che le problematiche legate alla disabilità debbano essere affrontate con un approccio che coinvolga tutta la comunità e non solo i disabili e i loro familiari.

Come giustamente sottolineato da Mons. Castellucci, i disabili “hanno bisogno loro e abbiamo bisogno noi di includerli, non solo nelle nostre Istituzioni, ma anche nelle nostre relazioni”.

Particolare attenzione ha suscitato l’intervento della Dr.ssa Elisa Bortolazzi, tra le sostenitrici, del Tavolo, che ha sottolineato come sovente le barriere che limitano le azioni dei disabili non sono quelle architettoniche, ma quelle culturali.

Tutti hanno dei limiti, più o meno visibili. A tutti deve essere consentito di essere parte a pieno titolo della comunità in cui vivono, studiano, lavorano, si curano, si divertono.

I vari interventi che si sono succeduti hanno rimarcato la necessità, da una parte, di fare rete tra le varie Associazioni che sul territorio si occupano di disabilità e, dall’altra, di avviare progetti di sostegno e di inclusione dei disabili nel mondo della scuola, della sanità e del lavoro.

Sono state, poi, presentate alcune iniziative attivate nei vari territori della provincia, tra le quali particolare favore hanno riscosso le esperienze di cohousing  che sono state avviate e che sono esempi concreti di come debba intendersi il rapporto tra i disabili e i cosiddetti “normali”.

Al termine dell’incontro, tutti hanno condiviso con favore la propria partecipazione al costituendo Tavolo, assicurando la propria convinta collaborazione ad attivare iniziative concrete per raggiungere gli obiettivi che si pone.

Il Prefetto ha ringraziato i presenti per la partecipazione e per la disponibilità manifestata, sottolineando come il tavolo che oggi si costituisce sia un organismo non “di facciata”, ma uno strumento attraverso il quale poter diffondere la “cultura della disabilità” e sostenere tutte le iniziative, i percorsi e le esperienze che consentano un completo inserimento dei disabili nella società.

Il primo passo sarà quello di programmare un incontro con le Associazioni del territorio che si occupano di sostegno alla disabilità per condividerne gli obiettivi e per mettere a fattor comune tutte le iniziative che sono attualmente presenti in provincia.

Seguiranno periodici incontri più ristretti in base alle tematiche trattate.

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