La
Attualità, Editoriali
Pubblicato il Luglio 2, 2024
Editoriale

La staffetta della partecipazione

Donne e politica tra successi e astensione

A cura del Centro Italiano Femminile – Carpi

La piovosa primavera 2024 ha chiamato tutti alle urne per una tornata elettorale intensa e significativa. Nel nostro territorio in particolare siamo andati a votare sia per le elezioni europee che per le elezioni di sindaci e consiglieri comunali su quasi tutti i comuni del territorio modenese. Da Bruxelles, dove Ursula Von der Leyen pare riconfermata, passando per Roma dove Giorgia Meloni ed Elly Schlein sono le leader della politica italiana, anche nel cuore della pianura padana modenese le donne non mancano: al momento su 47 sindaci della provincia di Modena 14 sono donne, certo siamo lontani dal 50% ma è un segnale importante. A Campogalliano si è appena insediata Daniela Tebasti (dopo Paola Guerzoni) alla guida del piccolo Comune della Bilancia così come a Soliera ha preso in mano il timone Caterina Bagni, a Concordia Marika Menozzi, a San Possidonio Veronica Morselli, a Mirandola Letizia Budri dopo un combattuto ballottaggio. A Carpi è vero che ha vinto Riccardo Righi ma gli altri due contendenti allo scranno di palazzo Sacchetti erano comunque due donne: Annalisa Arletti e Monica Medici. Le donne la fanno da padrone quindi nell’agone politico? Dobbiamo valutare l’ipotesi di introdurre le quote azzurre? No, purtroppo a fronte di tante donne che hanno vinto o comunque partecipato a queste elezioni, Avvenire ci ricorda un dato importante che non possiamo ignorare: tra chi non è andato a votare la maggior parte sono donne. Le astenute di questa tornata elettorale arrivano al 59 per cento. E’ un numero sul quale occorre riflettere e velocemente mettersi al lavoro. Nel 1946 l’89% delle donne aventi per la prima volta diritto al voto si recò ai seggi. 78 anni dopo più della metà di noi ha ritenuto di non andare a votare. Ci sono due aspetti che ci preme sottolineare. Il primo è la dicotomia tra le tante donne che nel nostro territorio e non solo fanno politica attiva e le tante donne che invece addirittura non votano nemmeno. Inutile nascondere che fare politica attiva porta via tempo, risorse ed energia e noi donne dobbiamo fare i salti mortali per buttarci nella mischia al netto delle nostre professioni e del carico di lavoro di cura famigliare non ancora equamente distribuito coi nostri compagni. Ma da questo a non andare a votare il passo non è breve. Occorrerebbe indagare sulla disaffezione femminile al voto di questi ultimi anni. L’ipotesi più attendibile e concreta è, secondo noi, il fatto che la politica pare lontana poi dalla quotidianità delle nostre istanze: il gap salariale, la conciliazione dei tempi, la mancanza di un adeguato supporto alle madri lavoratrici, una non sempre efficace presa in carico delle donne in balia della violenza di genere. Di fatto c’è un’incapacità da parte della politica di rappresentare le istanze più stringenti dell’elettorato femminile che si sente non ascoltato quando non ignorato. Il secondo aspetto che noi del CIF carpigiano desideriamo sottolineare a fronte di questi risultati elettorali è che nonostante l’astensionismo è stata comunque fatta tanta strada dal ’46 ad oggi. Le madri costituenti (tra le quali ricordiamo Maria Federici Presidente CIF di allora) hanno gettato semi importantissimi per la parità di genere e noi donne degli anni ‘20 del nuovo millennio ne stiamo raccogliendo i frutti dopo decenni di lotte, di studio, di dialogo. La prima Repubblica ha visto donne come Nilde Iotti (emiliana come noi) e Tina Anselmi: politiche di una caratura altissima che devono sollecitarci ad un nuovo impegno in politica anche a costo di qualche sacrificio del nostro tempo libero. Non è tempo per noi donne di abbassare la guardia ma al contrario di tenere vivo l’interesse per una politica che parte dal basso, che dialoga coi cittadini, che non si dimentica dei più fragili. Da sempre il Centro Italiano Femminile mantiene l’attenzione su questi temi cercando di fare cultura e cultura politica affinchè una generazione possa donare all’altra un testimone carico di valori, diritti acquisiti e consapevolezze nuove che consentiranno alle nostre figlie di vivere appieno e attivamente le sfide del futuro che le aspetta. La staffetta continua!

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