Papa
Attualità
Pubblicato il Aprile 23, 2025

Papa Francesco, il cambio di prospettiva. La freschezza del Vangelo anche nella comunicazione

di Luigi Lamma

16 marzo 2013 e 25 gennaio 2025. Il primo e l’ultimo incontro di Papa Francesco con i giornalisti. Il primo all’indomani dell’elezione avvenuta il 13 marzo dopo solo due giorni di conclave e cinque scrutini. L’ultimo nel corso del Giubileo del mondo della comunicazione, quando, già affaticato dalla malattia, non riuscì a leggere il suo discorso ma ebbe la forza di rivolgere alcune parole a braccio e la pazienza di compiere il suo giro per salutare ad uno ad uno tutti gli ospiti. Due appuntamenti che ho vissuto in diretta, ai quali si sono aggiunte altre occasioni di incontro nel corso del pontificato. Oltre alla straordinaria e indimenticabile visita a Carpi e Mirandola nel 2017.

Ripensando oggi alle parole “Ah come vorrei una chiesa povera e per i poveri”, pronunciate quel 16 marzo davanti ai media di tutto il mondo e al cammino di questi dodici anni di pontificato, come non constatare quanto Francesco sia stato fedele a questo programma. Lui di sicuro, con le parole, i gesti, gli incontri… profeta di una Chiesa in uscita che, specie nel vecchio occidente, ha arrancato per stare al suo passo. Appesantita dalla tradizione, dalle abitudini pastorali, da una certa supponenza da primi della classe (per non dire delle menzogne di complottisti e contestatori) la comunità ecclesiale per prima è apparsa in difficoltà nel cogliere la freschezza di un annuncio che origina dal Vangelo. Non così il popolo, i poveri, tutti coloro che si sono sentiti amati e abbracciati, allo stesso modo i non credenti molti dei quali oggi si sentono quasi orfani di un punto di riferimento per dare un senso e una prospettiva al futuro nonostante le ombre e le minacce del presente.

Il cambio di prospettiva nella visione delle dinamiche globali, nei meccanismi che generano ingiustizie e provocano miseria, come pure nel rapporto con le altre religioni, ha affrancato la Chiesa dal legame storico con l’occidente purificandone il messaggio di pace e di impegno per la libertà e la promozione della dignità umana. In questi dodici anni Francesco ha ribaltato anche le modalità della comunicazione del Papa e della Chiesa, spiazzando per primi gli addetti ai lavori dell’informazione cattolica. Linguaggio semplice, immediato, senza bisogno di “traduttori” dall’ecclesialese. Gesti eloquenti e quindi immagini che rappresentavano il messaggio più di ogni discorso. Interviste a tutto campo con giornalisti, ancora meglio se laici, senza curarsi troppo delle precedenze alle testate di casa. Telefonate in diretta televisiva a cogliere di sorpresa conduttori e spettatori. “Vi auguro di lavorare con serenità e con frutto, e di conoscere sempre meglio il Vangelo di Gesù Cristo e la realtà della Chiesa”, disse ai giornalisti quel 16 marzo.

Subito nessuno ci fece caso a quell’invito a conoscere sempre meglio il Vangelo, eppure è andata proprio così: il Vangelo fatto vita, che sia la vita sotto i riflettori del Papa o quella dei cristiani nella più sperduta delle comunità, dalla Mongolia a Papua, è sempre una grande notizia di pace, di giustizia, di misericordia e di liberazione da ogni forma di schiavitù. Al termine di questo entusiasmante cammino con Francesco raccogliamo il testimone dall’ultimo suo appello: raccontate la speranza! “Raccontare la speranza significa avere uno sguardo che trasforma le cose, le fa diventare ciò che potrebbero, che dovrebbero essere… Ed è questo che vi incoraggio a fare: raccontare la speranza, condividerla. Questa è – come direbbe San Paolo – la vostra ‘buona battaglia’. Grazie, cari amici! Benedico di cuore tutti voi e il vostro lavoro. E per favore, non dimenticatevi di pregare per me”. Grazie a te, caro Papa Francesco, nella tristezza di questo momento esplode lo stupore come ai discepoli di Emmaus: “non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi… e partirono senza indugio”.

Corso per i nuovi ministri straordinari della Comunione
Inizierà sabato 10 gennaio, dalle 15, presso la parrocchia di Gesù Redentore a Modena, il corso interdiocesano di preparazione per i nuovi ministri straordinari della Comunione Eucaristica
di redazione@notiziecarpi.it 
Pubblicato il 7 Gennaio, 2026
Inizierà sabato 10 gennaio, dalle 15, presso la parrocchia di Gesù Redentore a Modena, il corso interdiocesano di preparazione per i nuovi ministri st...
Centro Missionario, volontari di Modena e Carpi a Scampia
Sei giovani del Centro Missionario di Modena e Carpi sono stati in servizio a fra i Rom e i Sinti nel difficile quartiere di Scampia a Napoli. Il racconto della loro esperienza: “Non serve andare lontano per trovare Dio che soffre nel prossimo, per cui spendersi e con cui stare”
di redazione@notiziecarpi.it 
Pubblicato il 7 Gennaio, 2026
Sei giovani del Centro Missionario di Modena e Carpi sono stati in servizio a fra i Rom e i Sinti nel difficile quartiere di Scampia a Napoli. Il racc...
L’Epifania come esperienza viva di fede e comunità
La rievocazione vivente dei Magi torna ogni anno a scandire il tempo dell’Epifania nella parrocchia di San Giuseppe Artigiano
di Daniele 
Pubblicato il 6 Gennaio, 2026
La rievocazione vivente dei Magi torna ogni anno a scandire il tempo dell’Epifania nella parrocchia di San Giuseppe Artigiano
Paraguay, auguri da suor Celestina Valieri
Suor Celestina Valieri, suora della carità di Santa Giovanna Antida Thouret, invia i suoi auguri per le festività dal Paraguay. “Non dimentichiamo i più deboli e soli. Presentiamo al Bambino Gesù tutte le situazioni drammatiche, in cui noi a volte siamo impotenti, incapaci di risolverle. La luce del Dio con noi rinnovi i nostri cuori”
di redazione@notiziecarpi.it 
Pubblicato il 5 Gennaio, 2026
Suor Celestina Valieri, suora della carità di Santa Giovanna Antida Thouret, invia i suoi auguri per le festività dal Paraguay. “Non dimentichiamo i p...
Bangladesh, auguri da padre Lorenzo Valoti
Auguri di padre Lorenzo Valoti, missionario in Bangladesh, per le festività. La storia di Hanna, una mamma cristiana che si prodiga, nonostante la povertà in cui vive, per chi sta peggio di lei. “E’ il cuore di Dio diventato pienamente umano in Hanna che continua ad amare chi ha più bisogno di amore, contro tutte le logiche di questo mondo”
di redazione@notiziecarpi.it 
Pubblicato il 5 Gennaio, 2026
Auguri di padre Lorenzo Valoti, missionario in Bangladesh, per le festività. La storia di Hanna, una mamma cristiana che si prodiga, nonostante la pov...