Intervista
Attualità, Chiesa, Il Settimanale
Pubblicato il Giugno 11, 2026

Intervista al vescovo Erio dopo l’assemblea CEI e le parole di Leone XIV

Ecco quali sono le priorità per le due Chiese modenesi. L’unificazione si farà ma preoccupiamoci dell’unità

di Luigi Lamma

La recente assemblea dei Vescovi italiani (25-28 maggio) ha approvato il documento “ Radicati e costruiti in Cristo. Linee di orientamento per l’attuazione del documento di sintesi del Cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia”. Si apre dunque una nuova stagione frutto del Cammino Sinodale, con un testo che sarà il punto di riferimento per le scelte pastorali per il prossimo quinquennio. Un passaggio troppo importante, impreziosito dall’intervento di Leone XIV che ha spronato e indirizzato l’episcopato italiano, da offrirci l’opportunità di un dialogo con il vescovo Erio Castellucci sulle prospettive che attendono le due diocesi modenesi affidate al suo governo e che va oltre il percorso già tracciato che porterà all’unificazione.

Tra le linee indicate nel documento quali secondo lei sono da assumere con maggiore impegno nelle comunità ecclesiali di Modena e di Carpi? Il prossimo sabato gli operatori pastorali delle diocesi di Modena-Nonantola e di Carpi sono convocati per l’assemblea di fine anno, tra i temi affrontati nel nostro dialogo quale potrebbe rappresentare la priorità da indicare per questo primo anno del cammino che ci vedrà impegnati per il prossimo quinquennio in comunione con la chiesa in Italia?

Le linee indicate, che rispecchiano esattamente le priorità individuate nei quattro anni del Cammino Sinodale delle Chiese in Italia, mettono al primo posto la formazione alla fede, riconnettere vita e Vangelo. Credo proprio che sia questo il tema da cui partire anche nelle nostre due diocesi: qualche anno fa in entrambe avevamo portato avanti una riflessione sulla Iniziazione Cristiana, pensando in particolare ai bambini e ai ragazzi; occorre ora riprendere in mano quelle linee, che prospettavano il passaggio da una catechesi prevalentemente cognitiva ad una formazione integrale ed esperienziale, ed estenderle anche ai giovani agli adulti; dovremo presentare anche nei vicariati uno strumento di formazione, che l’ufficio catechistico regionale sta ultimando su una piattaforma digitale.

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