Baby
Attualità, Carpi, Il Settimanale
Pubblicato il Gennaio 21, 2026
Editoriale

Baby gang e inchieste farlocche. Non ci resta che educare

di Luigi Lamma

Nei giorni scorsi il circo mediatico nazionale ha fatto tappa a Carpi, con una troupe della trasmissione “Diritto e rovescio”. Obiettivo: raccogliere un’improbabile sollevazione dei cittadini contro le baby gang. Tra imbarazzanti presenze in studio e inviati speciali a caccia di maranza, più che un’inchiesta giornalistica è sembrato un set cinematografico dove tutto è apparso finto e costruito ad arte.

Poi che si parli di baby gang o della gara dei ristoranti di Alessandro Borghese, il paesone mormora e si agita con l’amplificazione dei social e con i media locali sempre pronti a rincorrerli per poi fare la morale ai “leoni da tastiera”. E tutto finisce qui, a contare i like e le reazioni. Ci fosse, tra le reazioni appunto, almeno un sussulto che apra ad una riflessione nel merito della questione “baby gang”, su come vivono gli adolescenti nella nostra città, sulla capacità di ascoltarli, sulle responsabilità educative e sull’esempio degli adulti, genitori e non.

No, resta solo il chiacchiericcio su quei pochi minuti di trasmissione, chi c’era davanti ai microfoni o dietro le quinte ad orchestrare l’operazione, la preoccupazione per l’immagine della città, per il decoro urbano, per gli esercizi commerciali, ecc… Di quei giovani maleducati e anche violenti, che si accoltellano qua e là, in strada e ora anche nelle scuole?

Ma chissenefrega! Allora lasciamo perdere i talk show, ma ci sarebbe tanto da pensare sulla qualità dell’informazione che abbiamo visto all’opera, e torniamo alla realtà, quella che ci piace raccontare, come a pagina 3, con qualche spunto serio di riflessione e soprattutto la concretezza dell’impegno educativo della chiesa carpigiana a cui guardare con fiducia e riconoscenza. Perché una società non si regge su repressione e punizione e all’educazione non si deve rinunciare.

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