Caritas Diocesana di Carpi, continua il sostegno ai profughi ucraini
A 4 anni dall'inizio del conflitto continua l’attività costante della Caritas Diocesana di Carpi a sostegno dei bisogni dei profughi ucraini
di Virginia Panzani
Dall’attacco della Russia all’Ucraina, il 24 febbraio 2022, la Caritas diocesana di Carpi si è adoperata costantemente e con varie modalità a supporto delle persone giunte sul nostro territorio per fuggire dal conflitto. L’adesione di Caritas Carpi, insieme a Caritas Modena – come iniziativa per la Quaresima 2026 – alla raccolta fondi di Caritas Italiana per le attività di contrasto all’“emergenza freddo” delle popolazioni in Ucraina, si colloca dunque nell’ambito di una rete di iniziative e legami di solidarietà e di amicizia, cresciuta e consolidatasi tra il 2022 e il 2023 sul territorio di Carpi e Mirandola. A finanziare tali iniziative i fondi dell’8×1000 destinati alla carità, sia erogati dalla Diocesi di Carpi che da Caritas Italiana, e la generosità di tanti donatori. Ripercorriamo qui di seguito alcune delle fasi più significative di intervento.
Rispondere all’emergenza
La prima fase (primavera-estate 2022), a cui Caritas Carpi ha dato il nome di “Progetto Apri 1” – in sinergia con il progetto “Apri Ucraina” di Caritas Italiana, è stata emergenziale. “Allo scoppio della guerra e subito dopo abbiamo ricevuto richieste di aiuto da un centinaio di nuclei famigliari – spiega suor Maria Bottura, direttrice di Caritas Carpi – .




