Pubblicato il
16 Settembre 2026Il nuovo anno scolastico, un sistema solido ma da migliorare
Suona la campanella per migliaia di studenti. Ad accoglierli ci sono i cronici ritardi nelle nomine degli insegnanti, qualche difficoltà nei trasporti e si comincia a fare i conti nelle prime classi con il calo demografico. Un sistema che tutto sommato tiene grazie soprattutto ai docenti, come ricorda lo scrittore Eraldo Affinati, che “credono nel valore del loro lavoro e puntano tutto sulla qualità della relazione umana che si realizza in aula con gli studenti”. Senza indugiare troppo nelle lamentazioni e senza perdere l’obiettivo, è opportuno continuare ad investire sulla scuola come ci indicano i risultati dell’indagine di seguito riportata.
di Alberto Campoleoni
“In una fase di grave e diffuso arretramento internazionale rispetto alla rilevazione 2022, i dati dell’ultimo rapporto Ocse- Pisa evidenziano una situazione di solidità per il nostro sistema di istruzione, che supera significativamente per la prima volta la media Ocse in comprensione dei testi scritti (lettura) e la supera pure in matematica come anche in scienze, dove le competenze migliorano rispetto ai dati del 2022”. Comincia così una nota del Ministero dell’Istruzione e del Merito, riferendosi ai dati dell’importante rapporto appena diffuso e il ministro Valditara chiosa: “Si confermano i segnali positivi già emersi nella ultima rilevazione Invalsi. La scuola italiana si è mostrata un sistema solido. In un contesto complesso, che ha visto arretrare in modo preoccupante diversi Paesi, il nostro sistema scolastico ha saputo lavorare sulle criticità, riuscendo peraltro a ridurre i divari storici tra Nord e Sud. Diventiamo un riferimento internazionale importante, lasciandoci alle spalle vecchi pregiudizi”.
In effetti i dati dicono che l’Italia non se la cava poi così male in rapporto agli altri Paesi censiti dal rapporto Ocse-Pisa. E’ ancora il Ministero che riassume: “In scienze, ambito principale di Pisa 2025, gli studenti italiani raggiungono 483 punti, con la media Ocse pari a 482. Di particolare importanza il risultato dell’Italia in lettura: gli studenti italiani raggiungono i 474 punti, rispetto ai 461 della media Ocse”. E ancora: “In matematica raggiungiamo risultati migliori di Francia, Germania, Usa e Svezia. Il punteggio italiano è pari a 468 punti, a fronte di una media Ocse di 463. Anche la quota di studenti che ottiene almeno il livello di base è leggermente superiore a quella Ocse”. C’è da essere soddisfatti, soprattutto perché il quadro complessivo restituito dal Rapporto è poco confortante e registra un crollo generalizzato delle competenze dei quindicenni di tutto il mondo per quanto riguarda lettura e matematica. Quest’anno, infatti, l’indagine, che ha coinvolto 760mila studenti di 15 anni da 91 Paesi, ha registrato il livello medio di rendimento più basso mai osservato.
Secondo l’Ocse i risultati nelle scienze rimangono approssimativamente stabili, mentre si registra un calo di oltre 20 punti nella lettura e nella matematica. E qui, appunto, l’Italia fa eccezione, restando sostanzialmente stabile rispetto al passato prossimo (gli ultimi 3 anni). Il sistema scolastico italiano – come afferma con soddisfazione il ministro Valditara – è sicuramente “solido”, tuttavia vale la pena di non abbassare la guardia. Guardiamo il bicchiere mezzo pieno – i risultati che tengono – ma evitiamo di chiudere gli occhi sul mezzo vuoto: in realtà se si guarda all’andamento degli ultimi 10 anni le competenze in lettura e matematica sono significativamente peggiorate (in controtendenza le Scienze). Ovviamente il Rapporto è molto più ricco di quanto si può analizzare qui e sarebbero molti gli spunti interessanti. Fermandosi sulle competenze e considerando positivamente la “resistenza” italiana, vale la pena di insistere sugli investimenti fatti per la scuola. Consapevoli che in gioco non ci sono solo statistiche, ma reali conquiste da parte delle generazioni più giovani.




