Scuola Sacro Cuore, alleanza educativa che guarda al futuro
“Al Sacro Cuore gli studenti non sono numeri, ma volti da chiamare per nome”: il preside Cavazzuti illustra il valore del percorso unitario
di Maria Silvia Cabri
In un’epoca segnata da quella che Papa Francesco definiva spesso “emergenza educativa”, la scuola è chiamata a essere molto più di un semplice luogo di istruzione: deve farsi comunità, approdo sicuro e bussola per le nuove generazioni. Tra le realtà del nostro territorio, l’Istituto Sacro Cuore di Carpi, dal 1891, si distingue per un modello che sfida la frammentarietà dei tempi moderni, proponendo un percorso unitario che prende per mano il bambino al nido e lo accompagna fino alle soglie dell’adolescenza. Non è solo una questione di continuità didattica, ma di una vera e propria “alleanza” tra scuola e famiglia, fondata sulla reciproca fiducia e sulla conoscenza profonda di ogni singolo alunno. In un contesto dove spesso i numeri prevalgono sui volti, il Sacro Cuore sceglie la strada della personalizzazione: classi a misura di studente, attenzione ai talenti nascosti e un’apertura internazionale che non dimentica le proprie radici. Come spiega il preside Claudio Cavazzuti.
Preside, il Sacro Cuore accompagna i bambini dal nido alle medie. Qual è il valore di questo percorso unitario?
Il valore più grande è condurre bambini e ragazzi dentro una comunità educativa stabile, capace di custodire la loro storia. Dal nido alla secondaria di primo grado, non cambiano solo le competenze: si modifica il modo di stare al mondo e di relazionarsi. Un percorso unitario permette di non ripartire ogni volta da zero, ma di costruire nel tempo una conoscenza profonda dell’alunno.




