Settimanali diocesani. Pianeta in prima pagina. Cronisti del clima
A Trento il convegno nazionale della Federazione Italiana Settimanali Cattolici (Fisc)
Oggi ultima giornata del convegno nazionale della Federazione Italiana dei Settimanali Cattolici (Fisc) in corso a Trento, ospiti del settimanale Vita Trentina in occasione del centenario della fondazione. Una settantina di direttori e giornalisti della testate diocesane stanno partecipando all’evento, che ritorna dopo oltre 10 anni dall’ultimo convegno nazionale a L’Aquila nel 2015, dedicato ad una riflessione sul rapporto tra informazione e crisi climatica: “Il pianeta in prima pagina”.
Nell’enciclica Laudato Si’, che nel maggio di 11 anni fa risuonò come appello ecumenico e interreligioso alla cura della casa comune, erano già documentati i danni con i quali le tensioni internazionali potevano aggravare la crisi ambientale in atto (si pensi all’aumento del riscaldamento). E lo dimostra ogni dopoguerra, ogni migrazione forzata, ogni perdita di materie prime. Tanto che una immensa distesa polare di ghiaccio brucia ormai come terra di conquista, mentre la deforestazione pianificata è perpetrata come strategia dai nuovi colonizzatori. Nel convegno di Trento si vuole rilanciare l’attenzione concreta delle comunità ecclesiali come vigili “sentinelle del Creato”, con lo sguardo sotto il campanile, ma anche agli orizzonti planetari.
Il dialogo che arricchisce
Nella mattina conclusiva è intervenuto mons. Derio Olivero, vescovo di Pinerolo, e Presidente della Commissione Episcopale per l’ecumenismo e il dialogo, che ha condotto un approfondimento sul ruolo delle religioni nel contesto pubblico attuale e non solo collegato al tema dell’ambiente. Si è chiesto Olivero citando il titolo di un libro, “qual’è allora il vero cristianesimo? Il Vangelo è talmente pieno di ricchezze che ancora lo dobbiamo esprimere. La vera identità è una ricerca, una strada…”. Questo vale per tutte le religioni ecco perchè il dialogo arricchisce tutti. Siamo nel terzo ecumenismo quello del dialogo tra credenti e non credenti (T. Halik) sul tema della fede e sul dialogo sulle cose pubbliche e nei contesti pubblici. Il nostro impegno ecumenico deve essere finalizzato a servizio della coesione sociale della giustizia e preservare il bene della terra (Laudato sii, 12). Da tre anni è aperto un tavolo con i responsabili delle confessioni cristiane, dove ci si impegna a stare al tavolo qualunque cosa accada nel mondo. Quindi “come stare insieme come uno tra i molti?”, servono a qualcosa le religioni o creano solo dei guai, questa è la domanda seria dell’occidente. Oggi molti “cercatori spirituali” non fanno riferimento a Dio o a una religione, anzi pongono la domanda sul senso delle religioni. Occorre essere apportatori di un senso nuovo delle cose, attinto dai pozzi più profondi della nostra miseria e desolazione” (H. Hillesum, Diario).
Luigi Lamma – Daniele Losi




