Da Fossoli al cuore di Carpi, il grido della pace attraversa la città
Carpi si è fatta voce di pace nella giornata di sabato 19 aprile, accogliendo la tappa del Giro d’Italia per la pace
di Daniele Losi
Carpi si è fatta voce di pace nella giornata di sabato 19 aprile, accogliendo la tappa del Giro d’Italia per la pace in un contesto di ampia partecipazione e sentita riflessione. Il Giro d’Italia per la Pace è un’iniziativa nazionale promossa dalla Fondazione PerugiAssisi per la cultura della pace, volta a trasformare le città italiane in “Cantieri di Pace”. Attraverso tappe locali, il progetto sensibilizza su solidarietà e cittadinanza attiva. Il percorso, carico di significato, ha preso avvio dall’ex campo di Fossoli, luogo simbolo della memoria storica, per giungere fino al centro cittadino, accompagnato da una lunga bandiera della pace, e dalla presenza di centinaia di persone unite nello stesso ideale. Durante il tragitto è stata portata anche la Lampada della Pace di Assisi, elemento simbolico concreto di un impegno condiviso.
Proprio dal valore di questo luogo è partita la riflessione di Manuela Ghizzoni, presidente della Fondazione Fossoli, che ha sottolineato come la scelta di iniziare da qui rappresenti un monito forte e necessario “il campo di Fossoli, nato in tempo di guerra, ha visto transitare migliaia di persone, tra cui oltre cinquemila internati per motivi razziali e politici, ed è stato successivamente luogo di esperienze significative come Nomadelfia e il Villaggio San Marco, diventando così simbolo di dolore ma anche di speranza fondata sulla fraternità, sul rispetto reciproco e sulla dignità umana”. In questo intreccio di sofferenza e rinascita, il luogo si presenta oggi come richiamo concreto a costruire una società più giusta e pacifica, soprattutto in un tempo in cui i richiami alla pace sembrano spesso inascoltati.
La Ghizzoni ha ribadito con forza l’incompatibilità tra guerra e giustizia “non esistono guerre giuste, poiché anche chi ha vissuto l’esperienza della lotta armata, come i partigiani, non lo ha mai fatto con entusiasmo, ma con fatica e tormento interiore; la guerra lascia ferite profonde e rende difficile costruire una pace autentica, che non coincide semplicemente con la fine delle armi ma richiede un lungo lavoro di ricostruzione delle relazioni e della convivenza”.
Un sentimento condiviso anche dal sindaco di Carpi, Riccardo Righi, che ha espresso orgoglio e gratitudine per la partecipazione della comunità. Il primo cittadino ha evidenziato la forza simbolica del cammino compiuto insieme, dalla memoria del campo fino al cuore della città, come segno concreto di un impegno collettivo. In un mondo segnato da numerosi conflitti, ha ricordato, la pace non può restare un concetto astratto ma deve tradursi in gesti quotidiani, nella capacità di costruire relazioni fondate sul rispetto e sulla solidarietà.
La mattinata ha offerto anche spunti concreti di impegno grazie all’intervento di Marco Reguzzoni del Comitato Pacificazioni, che ha presentato una proposta di legge di iniziativa popolare per l’istituzione di un dipartimento dedicato alla difesa civile non armata e non violenta. Accanto a questa prospettiva istituzionale, è stato proposto anche un semplice strumento educativo rivolto ai più piccoli, il “dado della pace”, ideato dal Movimento dei Focolari, che invita a vivere quotidianamente atteggiamenti di amore, ascolto e perdono.
Il cammino si è concluso nel segno della condivisione e della speranza, accompagnato anche da momenti musicali a cura della Corale Savani. Un’esperienza che ha unito memoria e impegno, richiamando la comunità a non restare indifferente davanti alle sofferenze del mondo e a farsi costruttrice di pace, a partire dalla vita di ogni giorno.
La città di Carpi ha così rinnovato il proprio legame con i valori della libertà e della fraternità, offrendo un segno concreto di partecipazione e responsabilità che guarda al futuro con fiducia.




